Salendo in alto
Dinastia Tang・Du Fu
Dinastia Tang・Du Fu
风急天高猿啸哀,渚清沙白鸟飞回。 Il vento è impetuoso, il cielo alto, mesto il grido delle scimmie; presso l’isolotto dalle acque limpide e dalla sabbia bianca gli uccelli volteggiano.
Sconfinate foglie cadono frusciando, inesauribile il Fiume Azzurro avanza impetuoso.
A diecimila li, afflitto dall’autunno, sono sempre forestiero; nella mia vita ormai tarda, spesso malato, salgo solo sulla terrazza.
艰难苦恨繁霜鬓,潦倒新停浊酒杯。 Tra avversità e amari rimpianti, sempre più brina mi imbianca le tempie; sfinito e in miseria, da poco ho deposto la coppa di vino torbido.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Il vento soffia impetuoso, il cielo è alto e lontano, i richiami delle scimmie hanno un accento dolente; l’isolotto è nitido, la riva sabbiosa bianca, gli uccelli volteggiano in alto. Foglie senza confine cadono frusciando, il Fiume Azzurro senza fine avanza tumultuoso. Lontano dalla patria, vago da anni, e in autunno sento più acuta la tristezza; malato per tutta la vita, ora salgo da solo sulla terrazza. Le difficoltà rendono le tempie sempre più bianche di brina; fra gli stenti, di recente ho anche smesso di bere vino torbido per ragioni di salute.
渚(zhǔ):isolotto nell’acqua. 回:volteggiare. 落木:foglie cadenti. 萧萧:il suono delle piante agitate dal vento e delle foglie che cadono. 万里:lontano dalla terra natale.
百年: l’intera vita umana, qui anche con un senso di vecchiaia. 苦恨: rimpiangere profondamente. 繁霜鬓: le tempie diventano sempre più canute. 潦倒: essere abbattuto e deluso. 新停: aver smesso di recente.
Questa poesia viene generalmente collocata negli ultimi anni di Du Fu a Kuizhou; non occorre attribuirla a un preciso giorno di salita su un’altura privo di conferme.
Guida alla lettura: negli ultimi anni di vita, mentre soggiornava a Kuizhou, Du Fu collegò quanto vedeva salendo su un’altura autunnale al lungo peregrinare e al proprio corpo malato. La prima metà della poesia apre uno spazio grandioso, la seconda entra nella condizione personale; nella lettura occorre cogliere insieme la forza del paesaggio e ciò che l’uomo deve sopportare.
“无边”, «senza confini», e “不尽”, «senza fine», portano le foglie cadenti e la corrente del fiume oltre il campo visivo immediato, estendendole nel tempo e nello spazio. Le foglie che cadono e l’acqua che sopraggiunge seguono direzioni diverse, ma insieme rendono percepibile il trascorrere, conferendo al paesaggio autunnale una forza duratura.
“常作客”, «essere sempre ospite lontano da casa», e “独登台”, «salire da solo sulla terrazza», sommano le sofferenze di una vita: non si tratta soltanto di una malinconia autunnale passeggera. Nel finale viene meno persino la possibilità di alleviare un poco i pensieri con il vino, e l’immensità dei fiumi e dei monti descritti prima fa risaltare ancor più la solitudine e la salute declinante del protagonista.
Dalla poesia, entra nella storia
Xie Wu ha nascosto una brocca di vino per la salita alla festa del Doppio Nove, ma suo figlio non deve neppure cercarla: allunga la mano e gliela estrae dalla manica. Ha passato metà della vita nel commercio del vino e continua a sperare che un banchetto animato possa sciogliere, bevendo, i lunghi anni di freddezza tra padre e figlio; Xie Qiao ha portato soltanto acqua. Più salgono, più il vento d'autunno si fa impetuoso, e i racconti paterni dell'antica prosperità trovano sempre nel figlio un ricordo diverso.
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