Un lamento primaverile in voce altrui
Dinastia Tang・Liu Fangping
Dinastia Tang・Liu Fangping
朝日残莺伴妾啼,开帘只见草萋萋。 Al sole del mattino, gli ultimi rigogoli accompagnano il mio pianto; apro la tenda e vedo soltanto erba rigogliosa.
Di tanto in tanto il vento d'oriente entra nel cortile, e i mille rami dei salici si volgono tutti a occidente.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Il sole del mattino si leva e gli ultimi canti dei rigogoli di tarda primavera sembrano piangere con me. Sollevo la tenda e vedo soltanto una distesa d’erba rigogliosa. A tratti il vento d’oriente entra nel cortile e spinge a occidente tutti i mille filamenti dei salici.
代: parlare a nome di un personaggio. 残莺: rigogoli di fine primavera, immagine che indica anche l’imminente conclusione della stagione. 妾: pronome con cui una donna parla di sé; appartiene alla voce del personaggio poetico.
萋萋: vegetazione rigogliosa. 东风: vento primaverile che soffia da oriente. «尽向西», «tutti verso occidente», descrive i rami dei salici secondo la direzione del vento e lascia spazio all'immaginazione del pensiero rivolto a chi è lontano.
La poesia non precisa dove si trovi la persona lontana; non occorre identificare forzatamente «西», «occidente», con una città specifica.
Guida alla lettura: Liu Fangping dà voce al lamento primaverile di una donna nelle sue stanze. Nella poesia ci sono soltanto il canto del rigogolo, una cortina che si apre e i salici mossi dal vento; la persona da cui si è separata e il motivo della separazione restano taciuti. Il dolore si trasmette soprattutto attraverso il paesaggio e le reazioni della donna.
Il primo verso accompagna il canto degli uccelli al pianto; “只见” («vede soltanto»), nel secondo, indica che, aperta la cortina, la donna non ha visto la persona attesa. Quanto più la vegetazione appare rigogliosa davanti a lei, tanto più profondo è il suo senso di vuoto.
Nell’ultimo verso, tutti i fili dei salici si piegano a occidente: è insieme un’immagine esatta del vento e quasi una direzione offerta a sentimenti che non sanno dove posarsi. La poesia non aggiunge spiegazioni sulle emozioni umane, ma lascia che sia il paesaggio a portarne via l’eco.
Dalla poesia, entra nella storia
Cheng Xiang torna con venti once d'argento: vuole ricomprare la vecchia casa a sud della città e assicurare alla moglie una dimora stabile. Xu Heng gli chiede innanzitutto di spostare il bagaglio: sotto sono schiacciate le piantine di salice che, nei cinque anni senza sue notizie, sono diventate il suo sostentamento. Il marito pensa che quei pochi rami si possano tranquillamente vendere, ma lei ha un contratto per la consegna di trecento piante; non hanno ancora concordato dove vivere quando la piena primaverile arriva in anticipo.
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