Bevendo vino · V
Dinastie Wei e Jin・Tao Yuanming
Dinastie Wei e Jin・Tao Yuanming
结庐在人境,而无车马喧。(Ho costruito la mia capanna fra gli uomini, eppure non vi giunge il clamore di carri e cavalli.)
问君何能尔?心远地自偏。 Mi chiedi come possa essere così? Quando il cuore è lontano dal mondo, anche il luogo diventa appartato.
Colgo crisantemi sotto la siepe orientale, serenamente scorgo il monte del Sud.
山气日夕佳,飞鸟相与还。(L’aria dei monti è bella al tramonto; gli uccelli tornano insieme in volo.)
In questo vi è un senso autentico, vorrei chiarirlo ma ho già dimenticato le parole.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Ho costruito la mia dimora dove vivono gli uomini, eppure non mi disturbano carri e cavalli. Se mi chiedi come ciò sia possibile, è perché il mio animo si è allontanato dagli affanni mondani, e così anche la dimora appare naturalmente tranquilla.
Colgo crisantemi sotto la siepe orientale e, senza cercarlo, scorgo il monte a sud. Al tramonto l’aria dei monti è limpida e bella, gli uccelli tornano insieme ai nidi. Qui c’è il senso autentico della vita: vorrei distinguerlo e spiegarlo, ma ho già dimenticato come esprimerlo a parole.
结庐: costruire una dimora semplice. 人境: luogo abitato. 尔: così. 心远: avere l’animo lontano dalle interferenze della fama, del profitto e delle faccende mondane; non significa dover vivere fisicamente lontano da ogni persona.
悠然: con serenità e naturalezza. 见: scorgere spontaneamente in quello stato di serenità; non va riscritto come una ricerca intenzionale. 日夕: sul far della sera. 相与: insieme. 辨: distinguere, spiegare; un’altra versione reca “辩”. Questa pagina adotta le lezioni correnti “悠然见南山” e “欲辨已忘言”, ossia «serenamente scorgo il monte a sud» e «vorrei spiegarlo, ma ho già dimenticato le parole».
Guida alla lettura: è la quinta poesia delle Venti poesie sul bere e racconta come trovare la quiete interiore nella dimora quotidiana. Dalle domande e risposte rivolte a sé stesso, il poeta passa all’istante in cui coglie crisantemi e scorge i monti; conclude con l’aria delle montagne e gli uccelli che tornano, affidandosi a un’esperienza che non occorre esprimere interamente a parole.
L’inizio attribuisce la quiete soprattutto a «心远», il cuore distante dagli affanni. I successivi crisantemi presso la siepe e il monte meridionale diventano così il naturale sviluppo di un atteggiamento verso la vita, anziché una semplice esposizione di paesaggi campestri.
“采菊”, «cogliere crisantemi», è un gesto quotidiano a portata di mano; “见南山”, «scorgere il Monte Meridionale», sembra invece un alzarsi casuale dello sguardo. Il carattere 见, privo di sforzo, conserva questa spontaneità. Gli uccelli che tornano al tramonto si accordano con l’atmosfera dei monti; il “忘言” finale, «dimenticare le parole», lascia l’esperienza nella sfera del sentire, senza ridurla a una conclusione rigida.
Dalla poesia, entra nella storia
Tre giorni di quiete, al prezzo di dieci once d'argento. Il contabile deluso Qiao Wang prende in affitto una casa ai piedi del monte Nanshan, fa portare via il gallo, paga per fermare la macina e aggiunge paraventi e assi alla recinzione, sperando che il signor Ge, in visita, lasci un'iscrizione degna di essere riferita in città. Appena seduto, l'ospite domanda dove sia il monte Nanshan; la mezza montagna visibile dalla finestra è già stata nascosta dalle nuove assi, mentre il mediatore sta ancora attirando per lui un altro gruppo di visitatori letterati.
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