Pensieri d’autunno
Dinastia Jin・Yuan Haowen
Dinastia Jin・Yuan Haowen
凉叶萧萧散雨声,虚堂淅淅掩霜清。 Le foglie fredde frusciano, spargendo un suono di pioggia; nella sala vuota, il sussurro cela la limpida freschezza della brina.
I crisantemi gialli hanno da sé un patto col vento d’occidente, i capelli bianchi spuntano prima sul viandante lontano.
吟似候虫秋更苦,梦和寒鹊夜频惊。 Il mio canto somiglia a quello degli insetti di stagione, più dolente in autunno; nel sogno, insieme alle gazze infreddolite, trasalisco spesso nella notte.
Quando, sulla strada montana del passo Shiling, potrò scorgere i monti di casa e sentire per un istante gli occhi illuminarsi?
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Le foglie del fresco autunno frusciano come pioggia dispersa; nella sala vuota un suono freddo stilla lieve, quasi la avvolgesse una limpida brina. I crisantemi gialli incontreranno puntualmente il vento d’occidente, ma al viandante lontano da casa sono già spuntati capelli bianchi. Il canto dei versi somiglia al richiamo degli insetti autunnali, sempre più doloroso con l’avanzare dell’autunno; anche il sonno somiglia a quello delle gazze infreddolite, con frequenti risvegli nella notte. Quando potrò percorrere il sentiero montano del passo Shiling e vedere d’un colpo i monti e i fiumi della mia terra, ravvivando per un momento lo sguardo offuscato?
虚堂: sala vuota e silenziosa. 淅淅: fruscii minuti di vento, pioggia, foglie che cadono e simili. 黄华: crisantemi; 华 equivale a “花”, fiore. 远客: chi vaga lontano da casa; il poeta si riferisce a sé stesso.
候虫: insetti che cantano secondo le stagioni, come i grilli. 寒鹊: gazze nelle notti fredde, che spesso si alzano in volo quando vengono spaventate. 石岭关: passo nell'odierno Shanxi, lungo la strada del ritorno del poeta.
家山: il paese natale. 眼暂明: alla vista della patria, lo sguardo si rischiara per un momento; sottolinea il conforto del ritorno.
Guida alla lettura: questa poesia regolata di Yuan Haowen, in otto versi di sette caratteri, esprime la nostalgia di casa durante una notte autunnale trascorsa lontano. Foglie cadute, crisantemi gialli, insetti autunnali e gazze nel freddo compaiono in successione, ma il senso non si esaurisce nell'elenco di elementi autunnali: dall'invecchiamento del corpo e dal sonno inquieto si passa al desiderio di tornare a casa.
Il secondo distico mette a confronto i crisantemi e il viaggiatore lontano: i fiori rispettano l’appuntamento con la stagione, mentre l’uomo invecchia anzitempo nel suo vagare. Il carattere “先” («prima») evidenzia qui la differenza tra il ciclo della natura e il consumarsi della vita umana.
Il canto poetico simile agli insetti e il risveglio spaventato come quello di una gazza prolungano nell'interiorità umana la desolazione dei suoni. Nel finale compare all'improvviso una strada riconoscibile fra passi e monti, e la tristezza trova una direzione; «暂», per un momento, indica però che quella chiarezza resta soltanto un istante sperato.
Dalla poesia, entra nella storia
Gu Xing torna al passo di Shiling con trentasette sfollati e, finalmente, riconosce sulla torre la moglie da cui è separato da tre anni. Liang Su impugna una balestra: prima di chiedergli dove sia stato in tutti questi anni, domanda se tra la gente ci sia qualcuno con la febbre. Dentro il passo manca il cibo, fuori sta per arrivare il freddo; la porta di casa che lui ha promesso per tutto il viaggio, in quel momento, resta chiusa. Accanto alla pietra gialla si accende un braciere e la gente alle sue spalle aspetta ancora che parli.
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