Yi Jiangnan · Bello è il Jiangnan
Dinastia Tang・Bai Juyi
Dinastia Tang・Bai Juyi
Bello è il Jiangnan, il suo paesaggio un tempo conoscevo bene. Al sorgere del sole, i fiori sul fiume sono più rossi del fuoco; in primavera, l’acqua è verde come la pianta dell’indaco. Come non ricordare il Jiangnan?
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
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Com’è bello il Jiangnan, di cui un tempo conoscevo così bene il paesaggio. Al sorgere del sole, i fiori lungo il fiume sono più rossi del fuoco; quando viene primavera, l’acqua è verde come tinta d’indaco. Come non sentire nostalgia di un Jiangnan così?
谙 (ān): conoscere bene. 江花: fiori lungo il fiume; secondo un'altra lettura, l'immagine si collega ai loro riflessi sull'acqua. 胜: superare.
蓝: pianta tintoria da cui si ricava l’indaco; “绿如蓝” descrive il colore intenso dell’acqua mediante il colore della tintura, e non significa semplicemente, nel senso del cinese moderno, «verde come il blu». 忆: sentire nostalgia, ricordare.
È la prima delle tre poesie Ricordando il Jiangnan di Bai Juyi; questa pagina ne raccoglie soltanto una.
Guida alla lettura: Bai Juyi ricoprì incarichi nel Jiangnan; questo componimento distilla il paesaggio primaverile dai ricordi di una vita familiare. Si apre affermando “江南好”, «Bello è il Jiangnan», sostiene poi il giudizio con due immagini vivide e conclude esprimendo la nostalgia attraverso una domanda retorica.
Il rosso dei fiori si contrappone al verde dell’acqua, mentre il sorgere del sole e l’arrivo della primavera offrono l’occasione del mutamento dei colori. “胜火”, «più vivo del fuoco», e “如蓝”, «come l’indaco», concentrano e amplificano la luminosità del Jiangnan, rendendola vivida e facile da ricordare.
“旧曾谙”, «un tempo lo conoscevo bene», radica l’elogio nella memoria. Il finale ripete Jiangnan, richiamando l’inizio, ma passa dal giudizio sul paesaggio al sentimento umano: così il breve componimento raggiunge la propria compiutezza.
Dalla poesia, entra nella storia
Xu Qingchi dipingeva il Jiangnan da sette anni, senza aver mai attraversato il fiume davanti a casa. Un compratore della città settentrionale gli aveva commissionato un dipinto intitolato «Il ritorno della primavera»: voleva ponti rossi, rive di salici e una terra natale che non sfiorisse mai. Ma Yueya, una ragazza venuta a chiedere lavoro per lavare i pennelli, riconobbe sulla balaustra del ponte un colore che non avrebbe dovuto esserci. Le bastò chiedere come potessero passare le barche con l'acqua tanto bassa perché i vecchi modelli lasciati dal padre e l'anticipo già riscosso diventassero all'improvviso un problema.
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