Huanxisha · Dai monti stilla la luce delle brume, l’acqua batte sull’argine
Dinastia Yuan・Jiang Yu
Dinastia Yuan・Jiang Yu
I monti stillano luce di foschia, l'acqua batte gli argini, l'erba profuma, la sabbia è tiepida, pulita e senza fango. Mi pare soltanto d'essere entrato per errore nel ruscello di Wulin.
Sulle due rive i fiori di pesco accendono il sorgere del sole, tutt'intorno gli alti salici pendono fino a toccare il cielo. Una coppa raccoglie i pensieri del cuore, un patto per tutta la vita.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
La luminosità velata dei monti è così fresca da sembrare sul punto di stillare; l’acqua lambisce dolcemente gli argini. L’erba profuma, la sabbia è tiepida e pulita, senza fango: quasi sembra di essere entrati per errore in un mondo appartato e splendido come quello del torrente Wulin. I fiori di pesco sulle due rive riflettono il sole appena sorto, esaltandone a vicenda il rosso; tutt’intorno gli alti salici abbassano i rami, quasi si congiungessero al cielo. Affido a questa coppa di vino tutto ciò che ho nel cuore e desidero stringere con questi monti e queste acque un patto per la vita.
岚(lán)光:il colore dei vapori montani illuminati dalla luce. 滴:descrive un’umidità densa e vivida. 武林溪:il torrente Wulin, secondo il testo tramandato adottato in questa pagina; è un paragone con un paesaggio appartato e bello, dal quale non si deduce che l’opera sia stata composta a Hangzhou.
烘: mettere in risalto, creare un effetto di colore. 尊: equivalente a “樽”, coppa da vino. 百年: una vita umana, senza intendere necessariamente cento anni esatti. 期: darsi appuntamento, riporre un’aspettativa.
Quest’opera è un ci dedicato a una visita al tempio Jin; le note pertinenti oggi conservate si trovano nei materiali raccolti nella «Raccolta completa dei ci delle dinastie Jin e Yuan»; il componimento descrive soprattutto i monti e le acque esterni al tempio.
Guida alla lettura: durante una visita al tempio di Jin, Jiang Yu compose questo ci sui monti e sulle acque che aveva davanti, soffermandosi sulla limpidezza e sulla dolcezza del paesaggio primaverile. Non descrive direttamente gli edifici: lascia emergere spontaneamente il piacere della visita attraverso la luce delle foschie, l'acqua corrente, la sabbia tiepida, i peschi e i salici.
«滴», «gocciolare», «拍», «battere», «烘», «accendere», e «垂», «pendere», attribuiscono in successione movimenti diversi al paesaggio. I colori non sono stesi immobili: seguono l'acqua che scorre, il sole che sorge, i rami che si allungano, formando una primavera che sembra respirare.
L’ultimo verso passa all’improvviso al sollevare la coppa e al darsi appuntamento, mostrando che la contemplazione del paesaggio non è più soltanto una breve sosta di passaggio. La bellezza dei monti e delle acque suscita il desiderio di restare loro vicini a lungo; le luminose descrizioni precedenti ricevono così una risposta umana.
Dalla poesia, entra nella storia
A Taoxi non si controllano sale e tessuti, né si riscuotono dazi; Liu Wenzhou crede quasi di aver trovato la rotta commerciale con cui vivere fino alla vecchiaia. Di notte, però, Sang Ning porta a bordo due sacchi di pietre per provare se la barca possa trasportare lei e i suoi due figli. Lui dice che carica soltanto merci, non persone, e il capovillaggio si limita a dire che lei è malata. Quando torna alla foce del torrente, la barriera di legno è già stata abbassata, e quella via d'acqua conveniente comincia a chiedergli il suo prezzo.
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