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夜来风雨声,花落知多少。 Nella notte, rumore di vento e pioggia: chissà quanti fiori sono caduti.

Alba di primavera

Dinastia Tang・Meng Haoran

春眠不觉晓,处处闻啼鸟。 Nel sonno primaverile non avverto l’alba; da ogni parte sento cantare gli uccelli.

Nella notte, suoni di vento e pioggia: chissà quanti fiori sono caduti.

Lascia fluire la poesia

Animazione dell'atmosfera poetica

L'animazione mantiene la versione originale cinese.

L’animazione è pronta.

Illustrazione con AI

Traduzione

In primavera dormo tranquillo e, senza accorgermene, è già giorno; tutt’intorno risuonano canti d’uccelli. Ripenso al vento e alla pioggia uditi stanotte: chissà quanti fiori saranno caduti.

Note

晓: alba, primo mattino. 不觉: non accorgersi. 啼鸟: canto degli uccelli. 夜来: la notte scorsa. 知多少: chissà quanti, con una sfumatura interrogativa e di rimpianto.

Il canto degli uccelli porta il poeta a pensare al vento e alla pioggia della notte precedente; i fiori caduti dell'ultimo verso sono immaginati, senza che egli racconti di essere già uscito in cortile a contarne i petali.

Presentazione dell'opera

Guida alla lettura: Meng Haoran esprime l'amore per la primavera e il rimpianto per il suo passare attraverso l'esperienza uditiva del risveglio in una mattina primaverile. Dal canto degli uccelli all'alba passa alla pioggia notturna e ai fiori caduti: quattro versi racchiudono presente, ricordo e supposizione. Non occorre stabilire a forza l'anno esatto della composizione.

Analisi e apprezzamento

La poesia non comincia da un giardino colmo di colori primaverili, ma da “不觉晓”, «senza accorgersi dell’alba», cogliendo l’istante del risveglio. Il canto degli uccelli richiama la vita dal sonno, facendo apparire la primavera innanzitutto come suono.

Negli ultimi due versi, il ritorno indietro nel tempo è naturale: gli uccelli uditi nel presente richiamano il vento e la pioggia della notte; pensare al maltempo porta poi a preoccuparsi dei fiori. Il rimpianto per la primavera non diventa una riflessione pesante, ma resta nascosto in una lieve domanda.

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Dopo una notte di vento e pioggia, più della metà delle rose è caduta e anche il ricavato con cui Zhu Tao sperava di pagare i debiti rischia di svanire. Il mercante vuole comprare i fiori danneggiati soltanto a un quinto del prezzo e la esorta a firmare anche per i raccolti dei tre anni successivi. Lei custodisce la ricetta dei dolci che sua nonna tramandava a una sola figlia per generazione, quando oltre il muro risuona proprio la voce della vecchia rivale Jiang Rong: continuano a sollecitare i dolci per il banchetto nuziale, come sarebbe possibile che nessuno voglia i fiori? Nel fosso giace ancora la vecchia vaporiera della famiglia Jiang.

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