长恨歌 · Canto dell’eterno rimpianto
Dinastia Tang・Bai Juyi
Dinastia Tang・Bai Juyi
汉皇重色思倾国,御宇多年求不得。 Il sovrano degli Han amava la bellezza e desiderava una donna capace di incantare un regno; governò per molti anni senza riuscire a trovarla.
Nella famiglia Yang una figlia è appena divenuta donna, cresciuta nelle stanze più appartate, ancora sconosciuta al mondo.
Una bellezza innata così rara non poteva restare nascosta, un giorno fu scelta per stare accanto al sovrano.
回眸一笑百媚生,六宫粉黛无颜色。(Volge lo sguardo e sorride, e nascono cento grazie; tutte le bellezze dei sei palazzi perdono il loro splendore.)
春寒赐浴华清池,温泉水滑洗凝脂。(Nel freddo primaverile le fu concesso di bagnarsi a Huaqing; le morbide acque termali lavavano la pelle candida come grasso rappreso.)
Le ancelle la sorreggono, languida e senza forze: è il tempo in cui ha appena ricevuto il favore imperiale.
Chiome come nubi, volto di fiore, pendagli d'oro che oscillano ai passi; nel tepore delle cortine di loto trascorrono le notti primaverili.
春宵苦短日高起,从此君王不早朝。 Troppo breve è la notte di primavera: si alza quando il sole è già alto; da allora il sovrano non tiene più udienza di primo mattino.
Accoglieva il suo favore, lo serviva ai banchetti senza tregua, in primavera lo seguiva nelle gite, di notte ogni notte era sua.
后宫佳丽三千人,三千宠爱在一身。 Tremila bellezze popolano gli appartamenti imperiali, ma l’amore destinato a tremila si raccoglie in una sola.
Nella dimora d’oro, finito il trucco, serve il sovrano nella notte con grazia; terminato il banchetto nella torre di giada, l’ebbrezza si fonde con la primavera.
Sorelle e fratelli ricevettero tutti feudi, quale invidiabile splendore illuminò la porta della famiglia.
遂令天下父母心,不重生男重生女。(Così i genitori di tutto l’impero smisero di preferire i figli maschi e desiderarono figlie femmine.)
骊宫高处入青云,仙乐风飘处处闻。 Le altezze del palazzo sul monte Li penetrano nelle nubi azzurre; la musica celeste, portata dal vento, si ode ovunque.
缓歌慢舞凝丝竹,尽日君王看不足。 Canti soavi e danze lente si fondono con corde e fiati; il sovrano li guarda tutto il giorno senza saziarsene.
Da Yuyang giungono tamburi di guerra che scuotono la terra, e spezzano di soprassalto la melodia delle Vesti d'Arcobaleno e di Piume.
Fra le nove cinte della città imperiale si leva la polvere di guerra, mille carri e diecimila cavalieri muovono verso sudovest.
Le insegne imperiali ondeggiano, avanzano e di nuovo si fermano, a oltre cento li a ovest delle porte della capitale.
Le sei armate non avanzano: nulla si può fare; la bella dalle sopracciglia arcuate muore davanti ai cavalli, contorcendosi.
Gli ornamenti floreali giacciono a terra, nessuno li raccoglie: piume di martin pescatore, passeri d’oro, spilloni di giada.
Il sovrano si copre il volto, non può salvarla; si volta a guardare, e lacrime e sangue scorrono insieme.
La polvere gialla si disperde, il vento soffia desolato; la passerella tra le nubi serpeggia salendo a Jiange.
峨嵋山下少人行,旌旗无光日色薄。(Ai piedi del monte Emei passano pochi viandanti; gli stendardi non brillano e la luce del sole è fioca.)
Azzurre le acque di Shu, verdi i suoi monti, il sovrano porta il suo amore dall’alba alla sera.
Nella dimora imperiale di sosta, la luna ha un volto che rattrista; nella pioggia notturna, i sonagli hanno una voce che spezza il cuore.
Il cielo ruota, il sole si volge e torna il carro del drago, giunto qui il sovrano esita e non riesce a partire.
马嵬坡下泥土中,不见玉颜空死处。 Nella terra ai piedi del pendio di Mawei, il volto di giada non si vede più: resta soltanto il luogo della sua morte.
Sovrano e ministri si guardano, tutti con le vesti bagnate di lacrime; volgendo gli occhi a oriente verso le porte della capitale, lasciano che i cavalli li riportino indietro.
归来池苑皆依旧,太液芙蓉未央柳。 Al ritorno, stagni e giardini erano come un tempo: i loti di Taiye, i salici di Weiyang.
芙蓉如面柳如眉,对此如何不泪垂。(I loti sono come il suo volto, i salici come le sue sopracciglia: davanti a loro, come non versare lacrime?)
春风桃李花开日,秋雨梧桐叶落时。 Nei giorni in cui al vento di primavera fioriscono peschi e susini, quando sotto la pioggia d’autunno cadono le foglie della firmiana.
Nel Palazzo Occidentale e nella Residenza Meridionale cresce fitta l’erba autunnale; foglie rosse ricoprono i gradini, senza che nessuno le spazzi.
Ai discepoli del Giardino dei Peri sono appena incanutiti i capelli, le funzionarie delle stanze al pepe e le giovani dame sono invecchiate.
夕殿萤飞思悄然,孤灯挑尽未成眠。 La sera le lucciole volano nel palazzo e i pensieri si fanno cupi; consuma lo stoppino della lampada solitaria, senza riuscire a dormire.
Lenti rintocchi di campane e tamburi inaugurano la lunga notte; luminosa la Via Lattea, il cielo sta per schiarire.
Fredde le tegole a coppie d'anatre mandarine, pesante la brina; gelida la coperta dai martin pescatori, con chi dividerla?
悠悠生死别经年,魂魄不曾来入梦。 Lunga è la separazione tra vita e morte, e gli anni passano; il suo spirito non è mai venuto a visitarlo in sogno.
Un taoista di Linqiong, ospite della capitale Hongdu, sapeva richiamare le anime con la forza della sua sincera dedizione.
为感君王辗转思,遂教方士殷勤觅。 Commosso dal sovrano che si tormentava nel ricordo, indusse il maestro delle arti occulte a cercarla con ogni premura.
排空驭气奔如电,升天入地求之遍。 Fende il cielo, cavalca l’aria e corre come un lampo; sale in cielo e scende sottoterra, cercandola ovunque.
上穷碧落下黄泉,两处茫茫皆不见。 Cerca fino ai confini del cielo azzurro e giù alle Sorgenti Gialle: in quelle due immensità non la trova.
忽闻海上有仙山,山在虚无缥缈间。 D’un tratto udì che sul mare esisteva un monte immortale, sospeso fra il vuoto e l’impalpabile.
楼阁玲珑五云起,其中绰约多仙子。 Tra torri e padiglioni squisiti sorgono nubi di cinque colori; al loro interno dimorano molte immortali leggiadre.
中有一人字太真,雪肤花貌参差是。 Tra loro una porta il nome di cortesia Taizhen; la pelle di neve e il volto di fiore sembrano proprio i suoi.
Nell’ala occidentale del palazzo d’oro bussa alla porta di giada; fa poi chiedere a Xiaoyu di avvisare Shuangcheng.
Udito che è giunto un inviato del Figlio del Cielo degli Han, sotto le cortine dai nove fiori la sua anima si desta dal sogno, turbata.
Raccoglie la veste, scosta il guanciale, si alza e cammina inquieta; cortine di perle e paraventi d'argento si aprono uno dopo l'altro.
云髻半偏新睡觉,花冠不整下堂来。 Appena sveglia, con la chioma di nuvole inclinata da un lato e la corona floreale in disordine, scende dalla sala.
Il vento solleva e fa ondeggiare le maniche immortali, proprio come nella danza delle Vesti d’arcobaleno e di piume.
Sul volto di giada, solitario, le lacrime scorrono copiose: un ramo di pero in fiore sotto la pioggia primaverile.
Con uno sguardo fermo e colmo d’affetto ringrazia il sovrano; dopo quell’addio, voce e volto di entrambi si sono fatti lontani e indistinti.
昭阳殿里恩爱绝,蓬莱宫中日月长。 Nel palazzo Zhaoyang l’amore si è spezzato; nel palazzo Penglai i giorni e i mesi sono interminabili.
Volge il capo e guarda in basso verso il mondo umano; non vede Chang’an, soltanto polvere e nebbia.
唯将旧物表深情,钿合金钗寄将去。 Solo i pegni di un tempo possono esprimere il mio amore profondo: porta con te lo scrigno intarsiato e lo spillone d’oro.
Trattenne una punta della forcina e una metà del cofanetto: spezzò l’oro della forcina e divise gli intarsi del cofanetto.
Purché i nostri cuori siano saldi come l'ornamento d'oro, in cielo o fra gli uomini ci ritroveremo.
临别殷勤重寄词,词中有誓两心知。 Al momento dell’addio gli affida ancora parole premurose; vi è racchiusa una promessa che solo i loro due cuori conoscono.
七月七日长生殿,夜半无人私语时。 Il settimo giorno del settimo mese, nel Palazzo della Lunga Vita, a mezzanotte, quando nessuno era presente e parlavano in segreto.
在天愿作比翼鸟,在地愿为连理枝。 In cielo vorremmo essere uccelli dalle ali unite, sulla terra rami cresciuti intrecciati.
Anche cielo e terra, per quanto duraturi, avranno una fine, questo dolore si prolungherà senza mai cessare.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
L’imperatore Minghuang dei Tang prediligeva la bellezza femminile; per molti anni dopo essere salito al trono cercò una bella donna, ma senza trovare ciò che desiderava.
Nella famiglia Yang una figlia era appena cresciuta, di una bellezza tenera e splendida; allevata nelle stanze più riservate della casa, restava sconosciuta agli estranei nella sua incomparabile avvenenza.
La sua bellezza innata, capace di incantare città e regni, difficilmente poteva restare nascosta al mondo; infatti, ben presto divenne una delle consorti dell’imperatore Minghuang dei Tang.
Quando si voltava sorridendo, ogni suo gesto sprigionava grazia e fascino; tutte le consorti dei sei palazzi perdevano, una dopo l’altra, il proprio splendore.
Quando il freddo primaverile era ancora pungente, l’imperatore le concesse di bagnarsi alle terme Huaqing; l’acqua calda e carezzevole lavava la sua pelle, candida e morbida come grasso rappreso.
Le ancelle la sorreggevano, delicata e flessuosa come un loto appena emerso dall’acqua; da allora cominciò a ricevere il favore dell’imperatore.
Capelli come nuvole, volto simile a un fiore, porta sul capo un ornamento d’oro oscillante. Nel caldo letto dalle cortine di loto trascorre con l’imperatore una notte di nozze.
Profondamente innamorati, rimpiangevano soltanto la brevità delle notti primaverili e dormivano fino a quando il sole era già alto. Il sovrano, assorto nella tenerezza dell’amore, da allora non tenne più le udienze del primo mattino.
Accoglieva il favore del sovrano e lo serviva ai banchetti, tanto occupata da non avere un momento libero. In primavera accompagnava l'imperatore nelle sue gite, e ogni notte condivideva il suo letto.
Nel palazzo interno vi erano non meno di tremila consorti, eppure soltanto lei godeva in esclusiva del favore dell’imperatore.
Nella casa d’oro si acconcia e si adorna, ogni notte vezzeggia il sovrano senza separarsene; nella torre di giada, terminato il banchetto e bevuto a sazietà, l’ebbrezza aggiunge ancora fascino alla sua grazia.
Fratelli e sorelle ricevettero tutti feudi e titoli di marchese grazie a lei; lo splendore della famiglia Yang suscitava invidia.
Così i genitori di tutto l’impero cambiarono opinione, finendo per dare più valore alle figlie che ai figli.
Sul monte Li, nel palazzo Huaqing, edifici di giada e torri preziose svettano tra le nubi; dove passa la brezza, una musica celestiale si diffonde in ogni direzione.
Il canto soave e la danza lenta si accordano armoniosamente, la melodia di fiati e corde è piena d’espressione; il sovrano li contempla tutto il giorno senza mai saziarsene.
I tamburi della rivolta di Yuyang risuonano assordanti; a palazzo si interrompe la «Melodia delle vesti d'arcobaleno e di piume».
In un istante la polvere si levò nei nove recinti del palazzo; il sovrano fuggì verso sudovest con una grande schiera di funzionari e belle consorti.
Il convoglio avanza tra continue soste; verso ovest, ha percorso appena poco più di cento li da Chang’an.
I sei eserciti si fermarono, rifiutando di avanzare, e chiesero che Yang Yuhuan fosse messa a morte. Il sovrano, impotente, dovette farla strangolare ai piedi del pendio di Mawei.
Gli ornamenti del capo della consorte sono sparsi a terra e nessuno li raccoglie. Piume di martin pescatore, uccelli d'oro, spilloni di giada: preziosi gioielli, uno dopo l'altro.
Il sovrano vorrebbe salvarla ma non può; si copre il volto e piange. Voltandosi verso la scena della tragica morte della favorita, versa senza sosta lacrime di sangue.
Il vento autunnale spazza desolato le foglie cadute, la polvere gialla si è ormai dissolta; tra curve e svolte lungo le passerelle sospese, il convoglio imbocca l’antica strada di Jiange.
Ai piedi del monte Emei passano pochi viandanti; gli stendardi hanno perso colore, il sole e la luna non hanno più luce.
I bei monti e le limpide acque di Shu suscitano la nostalgia amorosa del sovrano. Nella residenza imperiale guarda la luna e tutto gli appare desolato; nella notte piovosa ascolta una melodia e ogni nota è triste.
Sedata la ribellione, il sovrano torna a Chang’an; passando per il pendio di Mawei, le cose che vede gli ricordano l’amata e indugia, incapace di proseguire.
Sotto il pendio di Mawei, tra l’erba folta, nella desolata tomba di terra gialla, il volto della bella non si vede più: rimane soltanto il sepolcro tra i monti.
Sovrano e ministri si guardano, le lacrime bagnano le vesti; volgono a oriente lo sguardo verso la capitale con il cuore afflitto e tornano a corte lasciando le redini lente.
Al ritorno, stagni e giardini sono come prima: i loti presso lo stagno Taiye sono ancora lì e i salici piangenti del palazzo Weiyang non sono mutati.
I loti sbocciano come il volto di Yuhuan, le foglie dei salici somigliano alle sue sopracciglia: come non provare dolore davanti a questa scena?
Il vento primaverile schiude i fiori di pesco e di susino, ma le cose restano e le persone sono cambiate: un dolore insopportabile; la pioggia autunnale cade sulle foglie del wutong, rendendo la scena ancora più desolata e triste.
Nel palazzo Xingqing e nella sala Ganlu tutto è desolato, invaso dalle erbe autunnali. Le foglie cadute ricoprono i gradini del palazzo; da tempo non si vede nessuno spazzarle.
I capelli degli attori sono ormai bianchi come neve, la bellezza delle dame di palazzo è del tutto svanita. Di sera le lucciole volano nel palazzo; l’olio della lampada solitaria si esaurisce, ma il sovrano fatica ancora a prendere sonno.
Conto lentamente i rintocchi delle campane e dei tamburi: più li conto, più lunga mi sembra la notte. Contemplo da lontano la Via Lattea splendente, finché a oriente affiora la luce dell’alba.
Sulle tegole accoppiate come anatre mandarine si è formata una spessa brina; sotto la fredda coltre ornata di martin pescatori, chi dorme con il sovrano?
Da un anno ci separano il mondo dei vivi e quello dei morti: perché non sei mai venuta nei miei sogni?
Un taoista di Linqiong soggiornava allora a Chang’an; si diceva che sapesse evocare con le arti magiche l’anima della favorita.
La nostalgia del sovrano per la nobile consorte lo commosse. Accettò l’ordine imperiale e, senza osare indugiare, si dedicò assiduamente alla ricerca, cavalcando il vento in ogni direzione.
Cavalcando le nubi si alza nel cielo, guizza in ogni direzione come un fulmine; sale in cielo e scende sotto terra, cerca ovunque fra paradiso e oltretomba, senza alcun risultato.
D’un tratto sentì dire che sul mare sorgeva un monte degli immortali, avvolto da nubi bianche.
Torri e padiglioni di squisita e trasparente fattura sono sorretti da nubi propizie dai cinque colori. Innumerevoli immortali e dee celesti, tutte di grazia incantevole.
Fra loro una si chiama Taizhen, con pelle di neve e volto simile a un fiore: sembra proprio la nobile consorte Yang che il sovrano sta cercando.
Il taoista giunse a ovest della Porta d’Oro, bussò al portale del cortile scolpito nella giada e chiamò sottovoce, chiedendo a Xiaoyu di mandare l’ancella Shuangcheng ad annunciarlo.
Taizhen, saputo che era arrivato il messaggero del sovrano, si svegliò di soprassalto dietro le cortine. Indossò le vesti, spinse via il cuscino e uscì dall’alcova. Uno dopo l’altro si aprirono i paraventi e si abbassarono le tende di perle.
Appena sveglia, con le chiome come nubi ancora mezzo pettinate, scende dal terrazzo senza avere il tempo di acconciarsi, portando ancora di traverso la corona fiorita.
Una lieve brezza immortale accarezza le maniche facendole ondeggiare appena, come nella danza delle Vesti d’arcobaleno e di piume, con grazia sinuosa. Silenzio
Il volto è solitario e afflitto, rigato senza sosta di lacrime, come un fiore di pero sotto la pioggia primaverile.
Fissa con emozione l’inviato dell’imperatore e lo prega di portare al sovrano il suo profondo ringraziamento. Dopo il lungo addio sul pendio di Mawei, notizie e sembianze si sono entrambe perdute nella lontananza.
Il legame d’amore nella sala Zhaoyang è ormai reciso da tempo; nel palazzo Penglai la solitudine durerà ancora a lungo.
Volgendosi a guardare in basso il mondo degli uomini, Chang'an è ormai nascosta: resta soltanto una foschia di polvere.
Posso esprimere il mio amore profondo soltanto attraverso i pegni di allora: porta lo scrigno intarsiato e lo spillone d’oro al sovrano, perché mi ricordi.
Dello spillone d’oro trattengo un rebbo, dello scrigno intarsiato una metà: lo spillone viene diviso nel suo oro, lo scrigno separato nei suoi preziosi intarsi.
Purché i nostri cuori innamorati siano fedeli e saldi come l’oro degli ornamenti preziosi, in cielo o sulla terra avremo ancora occasione d’incontrarci.
Al momento del commiato affida con premura al taoista un messaggio per il sovrano, per esprimergli i suoi sentimenti: le parole contengono un giuramento noto soltanto a lui e a lei.
Quell'anno, la settima notte del settimo mese, nel Palazzo della Lunga Vita, a mezzanotte e senza nessuno intorno, ci scambiammo solenni promesse d'amore.
In cielo vorremmo essere due uccelli che volano con le ali unite; sulla terra, due rami cresciuti insieme e intrecciati.
Persino la durata eterna del cielo e della terra avrà una fine, ma questo rimpianto che attraversa vita e morte non finirà mai.
汉皇: in origine indica l’imperatore Wu degli Han; qui designa per allusione Xuanzong dei Tang. Nella letteratura Tang era frequente nominare gli Han per riferirsi ai Tang.
重色: prediligere la bellezza femminile.
倾国: una donna di bellezza straordinaria. Sotto gli Han, Li Yannian cantò all’imperatore Wu: «北方有佳人,绝世而独立。一顾倾人城,再顾倾人国。宁不知倾城与倾国,佳人难再得。» Ossia: «Nel nord vi è una bella donna, senza pari, unica. A un suo sguardo cade una città, al secondo cade un regno. Come ignorare che possa rovesciare città e regni? Eppure una simile bellezza è difficile da ritrovare». In seguito, «倾国倾城», «rovesciare regni e città», divenne una designazione della bellezza femminile.
御宇: governare tutto ciò che sta sotto il cielo, ossia regnare sul mondo. Jia Changsha, della dinastia Han, nel 《过秦论》: 「振长策而御宇内」, «Agitando la lunga frusta, governava tutto il mondo».
杨家有女: Yang Xuanyan, funzionario responsabile degli affari familiari a Shuzhou, aveva una figlia, Yang Yuhuan, allevata fin dall’infanzia dallo zio Yang Xuangui. A diciassette anni, nel ventitreesimo anno dell’era Kaiyuan, fu nominata consorte di Li Mao, principe di Shou e figlio di Xuanzong. A ventisette anni Xuanzong la nominò Guifei, nobile consorte. Con 「养在深闺人未识」, «Cresciuta nelle stanze più interne, nessuno ancora la conosceva», Bai Juyi sceglie deliberatamente una formulazione che evita un argomento sconveniente per il sovrano.
丽质: bellezza naturale della persona.
六宫粉黛: tutte le consorti e concubine del palazzo. Anticamente l’imperatore disponeva di sei palazzi: una residenza principale, sede delle attività quotidiane di governo, e cinque residenze destinate al riposo, chiamate collettivamente «sei palazzi». 粉黛 indica in origine cosmetici femminili: la cipria per il viso e il pigmento scuro per disegnare le sopracciglia. Qui designa le donne dei sei palazzi.
无颜色: significa che, al confronto, tutte hanno perduto la loro bella apparenza.
华清池:le sorgenti termali di Huaqing, ai piedi del monte Li, a sud dell’attuale distretto di Lintong, a Xi’an. Nel diciottesimo anno di Zhenguan dei Tang fu costruito il Palazzo delle Sorgenti Calde; nel secondo anno di Xianheng fu rinominato Palazzo Termale e, dopo l’ampliamento nel sesto anno di Tianbao, Palazzo Huaqing. Ogni anno l’imperatore Xuanzong dei Tang vi soggiornava d’inverno e in primavera.
凝脂: descrive una pelle bianca, tenera e morbida, simile a grasso rappreso. Nel Classico delle odi, Canti di Wei, La donna maestosa, si legge «肤如凝脂», «la pelle è come grasso rappreso».
侍儿:ancella di palazzo.
新承恩泽:aver appena ricevuto il favore dell’imperatore.
金步摇: un ornamento d’oro per capelli, formato da fili d’oro e d’argento intrecciati a fiore, con perle pendenti e simili decorazioni; infilato tra i capelli, ondeggia con grazia a ogni passo.
芙蓉帐: cortina ricamata con fiori di loto; ne sottolinea la raffinatezza. Xiao Gang, «Tredici rime composte per gioco nello stile di Xie Huilian»: 「珠绳翡翠帷,绮幕芙蓉帐。」, «Cordoni di perle e tende verde martin pescatore, drappi preziosi e cortine a fiori di loto».
春宵: la notte di nozze.
佳丽三千: «tremila bellezze». Lo Hou Han shu, nella sezione sulle imperatrici, riferisce che dopo gli imperatori Wu e Yuan le spese eccessive aumentarono di generazione in generazione, fino a contare tremila donne negli appartamenti del palazzo. L’espressione indica quanto fossero numerose le donne dell’harem. Secondo lo Jiu Tang shu, nella sezione sugli eunuchi, e altre fonti, durante le ere Kaiyuan e Tianbao si contavano circa quarantamila donne di palazzo complessivamente nei tre palazzi di Chang’an, quello interno, Daming e Xingqing, nelle dieci residenze dei principi, nelle cento residenze dei nipoti imperiali e nei due palazzi della capitale orientale, quello interno e Shangyang.
金屋: la «casa d’oro». Gli Aneddoti sull’imperatore Wu degli Han raccontano che, quando era bambino, sua zia lo prese sulle ginocchia e gli chiese se volesse sposare sua figlia Ajiao. Egli rispose sorridendo: 「若得阿娇,当以金屋藏之。」 («Se potessi avere Ajiao, la custodirei in una casa d’oro.»)
列土: assegnare terre in feudo. Secondo il 《旧唐书·后妃传》, «Vecchio libro dei Tang, Biografie delle consorti imperiali», e altre fonti, Yang Guifei aveva tre sorelle maggiori, alle quali Xuanzong conferì titoli di dame di Stato. La maggiore, detta Dayi, ricevette il titolo di dama di Han; la terza, Sanyi, quello di dama di Guo; l'ottava, Bayi, quello di dama di Qin. Suo padre Xuanyan ricevette ripetutamente, a titolo postumo, le dignità di grande comandante e duca di Qi. Sua madre fu insignita del titolo di dama di Liang. Suo zio Xuangui fu ministro dei Banchetti imperiali. Il cugino di terzo grado Xian fu ministro del Cerimoniale diplomatico; Qi fu censore di corte e sposò la principessa Taihua, figlia della consorte Wu Hui. Il parente anziano dello stesso lignaggio Guozhong fu cancelliere di destra. 姊妹: sorelle.
可怜: amabile, degno d’invidia.
不重生男重生女:«si teneva più alla nascita delle figlie che a quella dei figli». Chen Hong, nel «Racconto del canto dell’eterno rimpianto», riferisce che allora circolavano versi popolari come 「生女勿悲酸,生男勿喜欢」, «Non affliggerti se nasce una figlia, non rallegrarti se nasce un figlio», e 「男不封侯女作妃,看女却为门上楣」, «Il figlio non diventa marchese, la figlia diventa consorte: è lei a dare lustro alla famiglia».
骊宫: il palazzo Huaqing sul monte Li. Il monte si trova nell’odierna Lintong, nello Shaanxi.
凝丝竹: indica strumenti a corda e a fiato che accompagnano con una melodia lenta e distesa.
渔阳: nome di una commenda che comprendeva territori corrispondenti alle attuali aree di Pinggu a Pechino e Ji a Tianjin; all’epoca era sotto la giurisdizione di An Lushan, governatore militare dei tre distretti di Pinglu, Fanyang e Hedong. Nell’inverno del quattordicesimo anno dell’era Tianbao, An Lushan si ribellò a Fanyang.
鼙鼓: piccolo tamburo usato anticamente dalla cavalleria; qui indica per estensione la guerra.
霓(ní)裳羽衣曲: titolo di una musica da danza, «Melodia delle vesti d’arcobaleno e di piume». Si dice che fosse stata offerta da Yang Jingshu, governatore militare di Xiliang durante l’era Kaiyuan dei Tang, e poi rielaborata da Xuanzong, che ne compose il testo e le diede questo titolo. La musica mirava a evocare un regno immortale etereo e figure di fanciulle celesti.
九重城阙: la capitale dalle nove cinte di porte; qui indica Chang’an.
烟尘生: indica lo scoppio di una guerra. 阙 designa le torri ai due lati dell'ingresso dei palazzi antichi e, per estensione, il palazzo o la residenza del sovrano. «楚辞·九辩»: «君之门以九重。», la porta del sovrano è protetta da nove cerchie.
千乘(shèng)万骑西南行: «mille carri e diecimila cavalieri procedono verso sudovest». Nel sesto mese del quindicesimo anno Tianbao, An Lushan sfondò il passo di Tongguan e si avvicinò a Chang’an. Xuanzong, con Yang Guifei e altri, fuggì verso sudovest attraverso la porta Yanqiu. Le guardie al seguito non erano numerose: 「千乘万骑」, «mille carri e diecimila cavalieri», è un’iperbole. 乘 indica un carro trainato da quattro cavalli; 骑 un uomo a cavallo.
翠华:stendardi ornati di piume di martin pescatore, usati nel corteo imperiale. Nel «Fu del Parco Shanglin» di Sima Xiangru: 建翠华之旗,树灵鼍之鼓。 «Si innalzano stendardi di piume smeraldine, si erigono tamburi di sacra pelle d’alligatore».
百余里:poco più di cento li; indica l’arrivo al pendio di Mawei, a tale distanza da Chang’an.
I versi 「翠华摇摇行复止,西出都门百余里。」, «Le insegne imperiali ondeggiano, avanzano e di nuovo si fermano, a oltre cento li a ovest della capitale»: mentre Li Longji fuggiva verso ovest, giunto alla stazione di Mawei, a oltre cento li da Chang’an, nell’odierna Xingping nello Shaanxi, le guardie imperiali al seguito si ribellarono e si rifiutarono di proseguire. Chiesero l’uccisione di Yang Guozhong e di sua sorella Yang Yuhuan per placare il risentimento popolare. Per salvare sé stesso, Xuanzong dovette acconsentire.
六军: le truppe dell’imperatore. Nei Riti degli Zhou, sezione Xiaguan, capitolo Sima, si legge «王六军», ossia «il sovrano dispone di sei armate». Secondo gli annali di Xuanzong nelle due Storie dei Tang, lo Specchio generale per il governo e altre fonti: nel sesto mese del quindicesimo anno Tianbao, Geshu Han giunse al passo di Tongguan, dove il suo subordinato Huoba Guiren lo catturò e lo consegnò ad An Lushan. Il passo cadde e la capitale fu presa dal terrore. Xuanzong progettò di rifugiarsi nello Shu, ma emanò un editto annunciando che avrebbe guidato personalmente la campagna; terminata l’udienza, funzionari e popolazione erano sgomenti. All’alba del giorno yiwei, Xuanzong fuggì dalla porta Yanqiu. Lo accompagnavano soltanto i cancellieri Yang Guozhong e Wei Jiansu, l’eunuco Gao Lishi, il principe ereditario, principi del sangue, consorti e principesse; gran parte dei nipoti imperiali e degli altri non riuscì a seguirlo. Nel giorno bingchen fece tappa alla stazione di posta di Mawei, a nord della contea di Xingping, nell’odierno Shaanxi, dove le truppe rifiutarono di avanzare. Il generale della Guardia Longwu Chen Xuanli riferì: i ribelli stranieri marciano contro il palazzo dichiarando di voler giustiziare Guozhong, e dentro e fuori la corte vi sono risentimenti e sospetti; ora che lo Stato è in pericolo e il sovrano è scosso dagli eventi, Sua Maestà dovrebbe assecondare il sentimento generale e, per il bene della dinastia, sottoporre alla legge Guozhong e i suoi seguaci. In quel momento un inviato tibetano fermò Guozhong davanti alla stazione per esporgli una richiesta, e la folla gridò che Yang Guozhong complottava con i Tibetani. I soldati circondarono la stazione da ogni lato; anche dopo l’uccisione di Yang Guozhong e del clan di Wei Fangjin, l’assedio non cessò. Xuanzong mandò Gao Lishi a interrogarli. Questi riferì che, avendo già ucciso Guozhong, i comandanti temevano che la nobile consorte fosse ancora a palazzo. Xuanzong ordinò allora a Lishi di intimarle di togliersi la vita.
宛转: descrive il dolore languido e persistente della bella donna prima di morire. 蛾眉: antica designazione delle belle donne, letteralmente «sopracciglia di falena»; qui indica Yang Guifei. Lo Shijing, Wei feng, Shuo ren recita: 螓首蛾眉, «fronte di cicala e sopracciglia di falena».
花钿: ornamento a forma di fiore, realizzato con oro, piume di martin pescatore, perle, gemme e altri materiali preziosi.
委地:gettato a terra.
翠翘: ornamento a forma di coda di martin pescatore.
金雀: una forcina d’oro a forma di fenice, anticamente chiamata 朱雀, «uccello vermiglio».
玉搔头: spillone di giada. Il 《西京杂记·卷二》, «Miscellanea della capitale occidentale, volume secondo», racconta che l'imperatore Wu, recatosi dalla signora Li, prese uno spillone di giada per grattarsi la testa. Da allora, le donne del palazzo usarono tutte la giada a questo scopo.
云栈: passerella montana che si innalza tra le nuvole.
萦纡(yíngyū):serpeggiare e avvolgersi in curve.
剑阁: detto anche passo di Jianmen, a nord dell’attuale contea di Jiange, nel Sichuan, è un punto strategico per entrare da Qin nello Shu
Strada. Qui i monti sono come spade; dove le pareti scoscese si interrompono, due montagne si fronteggiano come una porta. Quando Zhuge Liang era cancelliere di Shu, fece scavare la roccia e costruire passerelle sospese per consentire il passaggio.
峨嵋山: il monte Emei, nell’odierna città di Emeishan, nel Sichuan. Durante la fuga verso Shu, Xuanzong non passò per il monte Emei; qui il nome indica genericamente le alte montagne di Shu.
行宫:residenza temporanea dell’imperatore durante i viaggi lontano dalla capitale.
夜雨闻铃, «udire i sonagli nella pioggia notturna»: 《明皇杂录·补遗》, «Notizie varie sull’imperatore Ming · Supplemento»: 「明皇既幸蜀,西南行。初入斜谷,霖雨涉旬,于栈道雨中闻 — «L’imperatore Ming, recatosi a Shu, viaggiava verso sudovest. Appena entrato nella valle Xie, le piogge continuarono per oltre dieci giorni; sulla strada a passerelle, sotto la pioggia, udì
Il suono dei sonagli rispondeva ai monti. L’imperatore, ancora in lutto per la Nobile Consorte, ne riprese il suono per comporre il 《雨霖铃曲》, «Melodia dei sonagli sotto la pioggia incessante», affidandovi il proprio dolore.」 Qui si allude a questo episodio. In seguito, 《雨霖铃》 divenne il nome di uno schema melodico delle liriche Song.
天旋日转: indica un miglioramento della situazione politica. Nel secondo anno dell'era Zhide dell'imperatore Suzong, l'esercito di Guo Ziyi riconquistò Chang'an.
回龙驭: il ritorno del corteo imperiale.
不见玉颜空死处: «Non si vede più il volto di giada, resta soltanto il luogo della morte». Secondo la Vecchia storia dei Tang, Biografie delle consorti imperiali, al ritorno dallo Shu Xuanzong mandò un eunuco a rendere omaggio a Yang Guifei, ordinando segretamente di trasferirne la sepoltura altrove. Quando era stata sepolta, l’avevano avvolta in una coperta viola; il corpo era ormai decomposto, ma il sacchetto profumato si conservava ancora. Un funzionario di palazzo lo offrì all’imperatore abdicatario, che lo guardò con profonda tristezza. Ordinò quindi di dipingerne il ritratto in un altro padiglione, per contemplarlo mattina e sera.
信马: lasciare avanzare il cavallo a suo piacimento, senza pensare a spronarlo.
太液: nel palazzo degli Han si trovava lo stagno Taiye.
未央: sotto gli Han esisteva il palazzo Weiyang. Qui questi nomi indicano tutti il palazzo imperiale Tang a Chang’an.
春风桃李花开夜:«nella notte in cui il vento primaverile fa fiorire peschi e susini»; una variante riporta 「春风桃李花开日」, «nel giorno in cui il vento primaverile fa fiorire peschi e susini».
西宫南苑: variante «西宫南内»; l’interno del palazzo imperiale era chiamato Danei. Il Palazzo occidentale era il palazzo Taiji del complesso occidentale, mentre il complesso meridionale era il palazzo Xingqing. Dopo il ritorno alla capitale, Xuanzong abitò dapprima nel complesso meridionale. Nel primo anno Shangyuan, il potente eunuco Li Fuguo, agendo a nome di Suzong, costrinse Xuanzong a trasferirsi nel complesso occidentale e fece esiliare suoi fedelissimi, fra cui Gao Lishi e Chen Xuanli.
梨园弟子: i musicisti e le danzatrici formati un tempo dall’imperatore Xuanzong. 梨园: secondo il «Trattato sui riti e sulla musica» del Nuovo libro dei Tang, era un’istituzione di corte per l’insegnamento musicale durante il regno di Xuanzong. Furono scelti trecento artisti del gruppo chiamato 「坐部伎」, «artisti della sezione seduta», per esercitarsi nel canto e nella danza, pronti a esibirsi su convocazione imperiale; erano detti 「皇帝梨园弟子」, «allievi imperiali del Giardino dei Peri».
椒房: dimora delle consorti imperiali, così chiamata perché le pareti erano rivestite di argilla mescolata a pepe del Sichuan. 阿监: funzionarie di servizio nel palazzo. 青娥: giovani dame di palazzo. Secondo il «Trattato delle cariche» del Nuovo libro dei Tang, tra le funzionarie addette alla disciplina di palazzo vi erano un’ajian e una vice, equiparate al settimo rango.
孤灯挑尽: anticamente si usavano lampade a olio; per mantenerle luminose occorreva sollevare un poco, a intervalli, lo stoppino immerso nell’olio. 挑尽 indica che la notte è ormai fonda. Si osservi che nei palazzi Tang, di notte, si accendevano candele e non lampade a olio: qui l’immagine vuole descrivere la desolazione della vita di Xuanzong negli ultimi anni.
迟迟: lento, indugiante. Campane e tamburi che segnavano le veglie iniziavano e cessavano a orari stabiliti; qui descrivono la percezione di Xuanzong durante le lunghe notti insonni.
耿耿: debolmente luminoso.
欲曙天: il momento in cui la lunga notte sta per lasciare il posto all’alba.
鸳鸯瓦: tegole del tetto accoppiate, una concava e una convessa. Nelle Cronache dei Tre Regni, Libro di Wei, Biografie dei maestri delle arti, si racconta che l’imperatore Wen sognò due tegole del palazzo cadute a terra e trasformate in una coppia di anatre mandarine. Le tegole accoppiate in posizione concava e convessa si chiamano «tegole yin e yang», oppure «tegole delle anatre mandarine».
霜华:cristalli di brina.
翡翠衾: coperta con martin pescatori ricamati sul tessuto. Nel «Richiamo dell’anima» dei Canti di Chu si legge: 翡翠珠被,烂齐光些。 Ossia: «La coperta di piume di martin pescatore e perle risplende tutta di luce». Il richiamo ne indica il pregio.
谁与共: con chi condividere.
临邛道士鸿都客:significa che un taoista era giunto da Linqiong a Chang’an. 临邛:l’attuale contea di Qionglai, nel Sichuan; 鸿都:indica una dimora degli immortali.
致魂魄:richiamare l’anima defunta di Yang Guifei.
方士: persona dotata di poteri magici. Qui indica un sacerdote taoista.
殷勤: prodigarsi con ogni impegno.
排空驭气: librarsi sulle nubi e cavalcare la nebbia.
穷: esaurire, cercare dappertutto.
碧落: il cielo.
黄泉: indica il sottosuolo, il mondo dei morti.
海上仙山: monti degli immortali sul mare. Nelle Memorie di uno storico, «Trattato sui sacrifici Feng e Shan»: «自威、宣、燕昭使人人海求蓬莱、方丈、瀛洲,此三神山者,其传在渤海中。» Ossia: dai tempi dei re Wei e Xuan e del re Zhao di Yan, furono inviati uomini in mare alla ricerca di Penglai, Fangzhang e Yingzhou, i tre monti divini che la tradizione collocava nel mare di Bohai.
玲珑:splendido e finemente lavorato.
五云:nubi dai cinque colori.
绰约: dal portamento lieve e aggraziato. 《庄子·逍遥游》: 藐姑射之山,有神人居焉,肌肤若冰雪,绰约如处子。, «Sul lontano monte Gushe dimora un essere divino, dalla pelle simile a ghiaccio e neve, delicato e aggraziato come una fanciulla».
参差: quasi, pressappoco.
金阙: nel volume sessantasei del «太平御览», Enciclopedia imperiale dell'era Taiping, è citato il «大洞玉经», Canone di giada della Grande Cavità: «上清宫门中有两阙,左金阙,右玉阙。», presso la porta del Palazzo della Suprema Purezza vi sono due torri, a sinistra quella d'oro e a destra quella di giada. 西厢: «尔雅·释宫», Erya, Spiegazione degli edifici: «室有东西厢日庙。», un edificio con ali a est e a ovest è detto tempio. L'ala occidentale si trova a destra.
玉扃(jiōng): porta di giada, variante espressiva di 玉阙, «palazzo di giada».
转教小玉报双成: indica che nella dimora degli immortali i cortili si susseguono e l'annuncio deve passare attraverso più persone. 小玉: Xiaoyu, figlia di Fuchai, re di Wu. 双成: Shuangcheng, leggendaria ancella della Regina Madre d'Occidente. Qui entrambi i nomi indicano le ancelle di Yang Guifei sulla montagna degli immortali.
九华帐: cortina con ricami sontuosi. 九华 indica motivi floreali sovrapposti e sottolinea la raffinatezza della cortina. Il Libro dei Song, nelle «Biografie delle imperatrici e consorti», recita: 「自汉氏昭阳之轮奂,魏室九华之照耀。」, «Dallo splendore del palazzo Zhaoyang degli Han al fulgore delle cortine dai molteplici fiori della casa Wei».
珠箔: tenda di perle.
银屏:paravento ornato d’argento.
迤逦: in successione ininterrotta.
云鬓: in una variante 「云髻」; descrive i capelli femminili, folti e belli come nuvole.
新睡觉: essersi appena svegliati. 觉: svegliarsi.
袂(mèi): manica.
飘飖: in una variante compare 「飘飘」; entrambe le forme evocano un movimento fluttuante.
玉容寂寞: qui indica un’espressione spenta e afflitta.
阑干: aspetto di linee che si incrociano in ogni direzione. Qui descrive il volto solcato dalle lacrime.
凝睇 (dì): fissare lo sguardo.
昭阳殿: il palazzo in cui risiedeva Zhao Feiyan, favorita dell’imperatore Cheng degli Han. Qui indica per analogia il palazzo abitato dalla consorte Yang.
蓬莱宫:Penglai, la leggendaria montagna degli immortali sul mare. Qui indica la dimora della Nobile Consorte su quella montagna.
人寰 (huán): il mondo umano.
旧物: i pegni d’amore che, quando era in vita, aveva scambiato con Xuanzong.
寄将去:affidare al sacerdote taoista perché lo riporti indietro.
擘:dividere.
合分钿: dividere in due parti il motivo decorativo dello scrigno intarsiato.
「钗留一股合一扇,钗擘黄金合分钿。」: «Dello spillone resta un braccio, della scatola una metà; si divide lo spillone d’oro e si separa la scatola intarsiata». Significa dividere in due lo spillone d’oro e la scatola intarsiata, tenendone una metà.
但令: in una variante compare 「但教」; entrambe le forme significano «purché».
重寄词: al momento del congedo, la nobile consorte gli affidò nuovamente un messaggio da riportare.
两心知:soltanto Xuanzong e la Nobile Consorte lo sanno nei loro cuori.
长生殿:Sala della Lunga Vita, nel palazzo Huaqing sul monte Li, costruita nel primo anno dell’era Tianbao. I sei versi a partire da 「七月」, «settimo mese», sono un’invenzione dell’autore. Chen Yinke scrive in 《元白诗笺证稿·长恨歌》, «Appunti per un commento documentato alle poesie di Yuan e Bai · Canto dell’eterno rimpianto»: 「长生殿七夕私誓之为後来增饰之物语,并非当时真确之事实」, «Il giuramento segreto nella Sala della Lunga Vita durante la Festa del Settimo Giorno è un racconto abbellito in seguito, non un fatto autentico dell’epoca». 「玄宗临幸温汤必在冬季、春初寒冷之时节。今详检两唐书玄宗记无一次于夏日炎暑时幸骊山。」, «Xuanzong visitava le sorgenti termali in inverno o nel freddo dell’inizio della primavera. Un esame accurato delle biografie di Xuanzong nelle due Storie dei Tang non registra alcuna visita al monte Li durante la calura estiva». Inoltre, la cosiddetta Sala della Lunga Vita non sarebbe quella del palazzo Huaqing, bensì il nome comunemente usato per gli appartamenti da letto del palazzo imperiale di Chang’an.
比翼鸟: uccello leggendario che si dice abbia un solo occhio e una sola ala; maschio e femmina possono volare soltanto uniti.
连理枝: due alberi i cui tronchi si abbracciano. Gli antichi ricorrevano spesso a queste due immagini per simboleggiare amanti che si vogliono bene e non si separano mai.
恨: rimpianto.
绵绵: continuo, senza interruzione.
无绝期:senza un momento in cui finisca. Una variante riporta “无尽期”, «senza fine».
«长恨歌», Canto dell'eterno dolore, è una lunga poesia narrativa del poeta Tang Bai Juyi. Racconta vividamente la tragica storia d'amore fra l'imperatore Xuanzong dei Tang e Yang Guifei. Attraverso personaggi storici e leggende, il poeta crea una vicenda commovente, ricca di svolte, e con le figure artistiche che plasma restituisce la verità della vita reale, coinvolgendo lettori da più di mille anni. La poesia ha esercitato un'influenza profonda su numerose opere letterarie successive.
In questo lungo poema narrativo, l’autore racconta con linguaggio essenziale, immagini raffinate e una fusione di narrazione e lirismo la tragedia amorosa di Tang Xuanzong e Yang Guifei durante la ribellione di An Lushan e Shi Siming: il loro amore viene distrutto dalla ribellione che essi stessi hanno contribuito a provocare, lasciandoli a sopportarne senza fine le amare conseguenze interiori. Tang Xuanzong e Yang Guifei sono personaggi storici, ma il poeta non si vincola alla storia: da una sua tenue ombra, dalle leggende diffuse all’epoca e dai canti popolari, ricava una vicenda ricca di svolte, delicata e commovente, raffigurandola e cantandola in una forma artistica di ritorni e riprese, intensa e struggente. Poiché la vicenda e i personaggi del poema sono elaborazioni artistiche che ricreano la complessa verità delle persone reali, riescono a suscitare onde di emozione nei lettori di ogni epoca.
L’intero poema si divide in tre parti: dall’inizio fino a 「惊破霓裳羽衣曲」 («spezza di soprassalto la melodia delle Vesti d’arcobaleno e piume») si estende la prima parte, in cui il poeta dedica trentadue versi alla vita amorosa dell’imperatore Minghuang dei Tang e di Yang Guifei, raccontando anche come ne derivassero l’abbandono del governo, il disordine del paese e lo scoppio della ribellione di An Lushan e Shi Siming; la seconda parte, da 「九重城阙烟尘生」 («fumo e polvere si levano sulle nove cinte del palazzo») a 「魂魄不曾来入梦」 («la sua anima non è mai venuta nei miei sogni»), comprende quarantadue versi e narra l’uccisione di Yang Guifei durante l’ammutinamento alla stazione di Mawei e la successiva nostalgia di Xuanzong per lei; da 「临邛道士鸿都客」 («un taoista di Linqiong, ospite della capitale») fino alla fine si svolge l’ultima parte, in cui un taoista aiuta Xuanzong a cercare Yang Guifei sulle montagne degli immortali.
Il poeta apre con 「汉皇重色思倾国」, «il sovrano Han, amante della bellezza, desiderava una donna capace di rovesciare un regno», chiarendo la causa delle calamità dei Tang e rivelando il germe tragico della storia. Sembra un inizio ordinario, quasi che il racconto dovesse naturalmente cominciare così, senza richiedere particolare elaborazione; in realtà questi sette caratteri sono densissimi e costituiscono la chiave dell'intero poema: ne rivelano il fattore tragico, lo avviano e lo governano. Tutto ciò che segue deriva da qui. La poesia si sviluppa poi gradualmente, strato dopo strato: dapprima racconta la passione di Tang Xuanzong per la bellezza e come, dopo molte ricerche, egli stringa finalmente fra le braccia Yang Guifei, di cui si dice 「回眸一笑百媚生,六宫粉黛无颜色」, «volge lo sguardo e sorride, e nascono cento grazie; le belle dei sei palazzi perdono ogni colore». Poi ne ritrae la bellezza, mostrando il fascino che le procura il favore esclusivo dell'harem. 「姊妹弟兄皆列土」, «sorelle e fratelli ricevono tutti terre in feudo»: proprio come nel detto 「一人得道,鸡犬升天」, «quando uno raggiunge il Dao, perfino i suoi polli e cani salgono al cielo», tutta la famiglia Yang, grazie a lei, diviene strapotente e arrogante. Ottenuta Yang Guifei, Xuanzong si abbandona ai piaceri e alla sensualità, immerso tutto il giorno fra canti, danze, vino e bellezza, tanto che 「从此君王不早朝」, «da allora il sovrano non tiene più udienza al mattino». Il poeta insiste ripetutamente su questo quadro, indicando così la causa dello scoppio della rivolta di An Lushan e Shi Siming. Questa parte costituisce il fondamento dell'intera tragedia amorosa e la causa interna del 「长恨」, «rimpianto eterno». «Attraverso questa rappresentazione realistica della vita di corte, il poeta ci presenta con una certa ironia i due protagonisti: un imperatore che antepone la bellezza al paese e una consorte seducente che si affida al favore ricevuto. Ci suggerisce inoltre, con immagini concrete, che la passione di Xuanzong per la bellezza, rovinosa per il regno, è la radice della tragedia.
In questa tragedia d’amore, la morte di Yang Guifei è un passaggio decisivo. Nella seconda parte il poeta descrive concretamente la fuga precipitosa dell’imperatore e delle sue truppe verso sudovest dopo lo scoppio della rivolta di An Lushan e Shi Siming, soffermandosi soprattutto sulla distruzione dell’amore fra Xuanzong dei Tang e Yang Guifei durante quei tumulti. Qui si trova la causa della morte di lei. «六军不发», «le sei armate non avanzano»: pretendono che Yang Guifei venga giustiziata, mostrando che il favore e la passione di Xuanzong per lei hanno ormai suscitato indignazione generale. Il poeta dedica sei versi alla loro separazione mortale: «六军不发无奈何,宛转蛾眉马前死。花钿委地无人收,翠翘金雀玉搔头。君王掩面救不得,回看血泪相和流。» Ossia: «Le sei armate non avanzano, non c’è rimedio; la bella dalle sopracciglia arcuate muore davanti ai cavalli. Gli ornamenti floreali cadono a terra, nessuno li raccoglie: piume smeraldine, uccelli d’oro, spilloni di giada. Il sovrano si copre il volto, non può salvarla; voltandosi, sangue e lacrime scorrono insieme». Il dolore trabocca dalle parole. In particolare, «君王掩面救不得,回看血泪相和流», i due versi sul sovrano che si copre il volto senza poterla salvare e si volta fra lacrime e sangue, rendono con tratto delicato il conflitto interiore e lo strazio di Xuanzong: non sopporta di perdere l’amata, ma non può soccorrerla.
Il poeta non descrive direttamente il tormento amoroso dell’imperatore Xuanzong dei Tang dopo la morte di Yang Guifei; coglie invece il doloroso 「恨」, rimpianto radicato nel suo mondo interiore, per esprimere una nostalgia struggente e desolata. Da 「君臣相顾尽沾衣」 (sovrano e ministri si guardano, le vesti bagnate di lacrime) a 「魂魄不曾来入梦」 (la sua anima non è mai venuta nei miei sogni), racconta il ritorno dell’imperatore Minghuang dallo Shu alla capitale, una volta stabilizzata la situazione politica: passando per Mawei, si riaprono i ricordi dolorosi. Tornato nella capitale, ogni scena risveglia la pena, e non riesce a scacciare il rimpianto che lo accompagna giorno e notte. Nel palazzo gli oggetti sono gli stessi, ma la persona amata non c’è più; di giorno soffre guardandoli, di notte 「孤灯挑尽」 (consuma la lampada solitaria ravvivandone lo stoppino) senza 「成眠」 (riuscire a dormire). Pensarla giorno e notte non placa la sua nostalgia dolorosa e tenace; ripone allora speranza nei sogni. Da quanti mesi sono separati, uno vivo e l’altra morta: 「魂魄不曾来入梦」 (la sua anima non è mai venuta nei miei sogni). Il 「恨」, il rimpianto di 「长恨」, «eterno rimpianto», scuote profondamente l’animo.
Da 「临邛道士鸿都客」, «Un taoista di Linqiong, ospite della capitale Hongdu», fino alla fine, la poesia narra come il taoista aiuti Tang Xuanzong a cercare Yang Guifei. Il poeta ricorre a un procedimento romantico: ora sale al cielo, ora scende sottoterra, 「上穷碧落下黄泉,两处茫茫皆不见」, «esplora in alto l’azzurro cielo e in basso le Sorgenti Gialle: entrambe le vastità restano senza traccia di lei». Infine trova Yang Guifei su un monte degli immortali, vago e impalpabile sul mare, e la fa riapparire nel regno fatato con l’immagine 「玉容寂寞泪阑干,梨花一枝春带雨」, «il volto di giada solitario, rigato di lacrime, un ramo di pero in fiore sotto la pioggia primaverile». Ella accoglie premurosamente il messaggero della casa Han, con lo sguardo colmo d’affetto, affida a oggetti e parole il proprio messaggio e rinnova l’antico giuramento. Risponde così alla nostalgia di Tang Xuanzong e approfondisce il tema del 「长恨」, «rimpianto eterno». La chiusa 「天长地久有时尽,此恨绵绵无绝期」, «anche cielo e terra, per quanto duraturi, avranno fine; questo rimpianto continua senza termine», esplicita il tema, risponde all’inizio e lascia 「清音有馀」, «una limpida risonanza che perdura», offrendo al lettore spazio per associazioni e riflessioni.
Nel 《长恨歌》, «Canto dell'eterno rimpianto», il primo piacere estetico nasce dalla storia avvincente e commovente e dall'ingegnosa, originale concezione artistica. Il centro dell'intero componimento è il «长恨», «rimpianto eterno», ma il poeta comincia dal «重色», «anteporre la bellezza», sviluppandolo e accentuandolo ampiamente. «日高起», «alzarsi a sole già alto», «不早朝», «non tenere udienza al mattino», «夜专夜», «averlo per sé ogni notte», «看不足», «non saziarsi di guardarla», sembrano descrivere una felicità estrema, quasi una commedia; eppure quella gioia smisurata fa risaltare, per contrasto, l'interminabile dolore successivo. La dissolutezza di Tang Xuanzong, rovinosa per il paese, genera una tragedia politica, che a sua volta provoca la tragedia del suo amore per Yang Guifei. Chi ha creato la tragedia finisce per diventarne il protagonista: qui stanno la particolarità e le svolte della storia, e il motivo per cui i due amanti sono destinati al rimpianto eterno. Molti in passato hanno riconosciuto nel poema un intento ammonitore: è proprio qui che esso si trova. Nella scena della morte di Yang Guifei a Mawei, il poeta ritrae con estrema finezza il conflitto interiore e il dolore di Xuanzong, incapace di rinunciare all'amata e al tempo stesso impotente a salvarla. È questa separazione nella morte, in cui «血泪相和流», «sangue e lacrime scorrono insieme», a generare un dolore senza fine. In seguito il poeta dedica molti versi a rappresentare ripetutamente, sotto diversi aspetti, la nostalgia di Xuanzong per Yang Guifei. La vicenda, però, non rimane ferma su un unico momento emotivo: mentre si svelano gli strati del mondo interiore dei personaggi e cambiano continuamente i paesaggi che vi rispondono, tempo e racconto avanzano, e sono pensieri e sentimenti a sviluppare e muovere l'intreccio. Dopo la separazione mortale, Xuanzong fugge verso Shu con il cuore colmo di amarezza e dolore; sulla via del ritorno alla capitale, ripassare dai luoghi di un tempo risveglia ricordi strazianti; tornato a palazzo, di giorno gli oggetti lo feriscono, di notte si rigira senza trovare sonno. Poiché non riesce a raggiungerla pur pensandola giorno e notte, affida la speranza ai sogni, ma «悠悠生死别经年,魂魄不曾来入梦», «da lunghi anni la vita e la morte ci separano, e mai la sua anima è venuta nei miei sogni». A questo punto il dolore del rimpianto eterno è già espresso con forza profondamente commovente, e la storia potrebbe anche terminare. Il poeta, invece, cambia direzione e apre un altro orizzonte: sulle ali variopinte dell'immaginazione concepisce un regno immortale incantevole e toccante, portando la tragedia al culmine e rendendo la vicenda ancora più sinuosa, ricca di alternanze e onde emotive. Questa svolta è insieme inattesa e pienamente coerente con i sentimenti narrati. Nel continuo contrasto e urto fra desiderio soggettivo e realtà oggettiva, la poesia esprime fino in fondo i tortuosi moti interiori dei personaggi, e la storia diventa così ancora più avvincente e commovente.
Il Canto dell’eterno rimpianto è un poema narrativo dalla forte componente lirica. Nel raccontare la storia e delineare i personaggi, il poeta impiega le tecniche espressive proprie della tradizione poetica cinese, fondendo armoniosamente narrazione, paesaggio e sentimento e creando un andamento lirico fatto di ritorni e riprese. Talvolta riversa nei paesaggi i pensieri e i sentimenti dei personaggi, lasciando che il loro riflesso ne evidenzi lo stato d’animo; talvolta coglie elementi caratteristici del loro ambiente e ne esprime le emozioni interiori attraverso il modo in cui li percepiscono. Con successive intensificazioni, dà voce con precisione ai sentimenti profondi che essi faticano a esprimere. Durante la fuga di Tang Xuanzong verso sudovest, ovunque compaiono polvere gialla, sentieri a passerella e alte montagne; il sole è fioco, gli stendardi hanno perso splendore e l’autunno è desolato. Il paesaggio autunnale mette così in risalto il dolore del personaggio. Nel territorio di Shu, anche davanti a monti verdi e acque limpide, egli non riesce a dimenticare né di giorno né di notte. Le montagne e i fiumi di Shu sono di per sé bellissimi, ma agli occhi di Tang Xuanzong, solo e afflitto, anche il «青», il verde dei monti, e il «碧», l’azzurro delle acque, suscitano dolore. Per godere della bellezza della natura occorrerebbe una mente serena, che egli non possiede; perciò quella bellezza accresce la sua sofferenza. Il dolore viene espresso attraverso uno splendido paesaggio e acquista ulteriore profondità. La luna sulla residenza di viaggio e i campanelli nella notte piovosa sono già di per sé capaci di smuovere i pensieri. Il poeta coglie queste cose comuni ma caratteristiche e conduce il lettore in un mondo di tristezza e strazio; inoltre intreccia visioni e suoni, colori e rintocchi, rendendo anche attraverso il linguaggio e il ritmo l’afflizione e la desolazione interiore del personaggio. È un ulteriore livello. Sulla via del ritorno alla capitale, «天旋地转», «il cielo e la terra hanno mutato corso»: dovrebbe essere una gioia, ma ripassando per i luoghi di un tempo, senza più vedere quel volto di giada, egli non può trattenere le lacrime. Alla narrazione si aggiunge così un altro strato di ricordi dolorosi. Dopo il ritorno a Chang’an, «归来池苑皆依旧,太液芙蓉未央柳。芙蓉如面柳如眉,对此如何不泪垂»: «Al ritorno, stagni e giardini sono come prima, i loti di Taiye e i salici di Weiyang. I loti somigliano al suo volto, i salici alle sue sopracciglia: come guardarli senza piangere?». Di giorno, l’ambiente e il paesaggio richiamano la persona amata: i luoghi sono rimasti, lei non c’è più, e le lacrime scendono incontenibili. Nei loti dello stagno Taiye e nei salici del palazzo Weiyang gli sembra di scorgere i lineamenti di Yang Guifei. Si mostrano così moti interiori estremamente complessi e sottili. «夕殿萤飞思悄然,孤灯挑尽未成眠。迟迟钟鼓初长夜,耿耿星河欲曙天。» «Nel palazzo serale volano lucciole, i pensieri si fanno silenziosi; consuma la lampada solitaria ravvivandone lo stoppino, senza trovare sonno. Lenti campane e tamburi inaugurano la lunga notte; luminosa, la Via Lattea annuncia l’alba.» Dal crepuscolo all’alba, questi versi concentrano l’immagine di una notte in cui i pensieri d’amore impediscono a lungo il sonno. Questo tormentoso rimpianto persiste sia quando «春风桃李花开日», «al vento di primavera sbocciano peschi e susini», sia quando «秋雨梧桐叶落时», «nella pioggia d’autunno cadono le foglie delle firmiane». Vedendo poi gli antichi «梨园弟子», «allievi del Giardino dei Peri», e le «阿监青娥», «giovani attendenti di palazzo», ormai canuti e invecchiati, il ricordo delle gioie passate si ravviva e lo colma di sconforto. Dalla polvere gialla ai verdi monti di Shu, dalla pioggia sulla residenza di viaggio al ritorno vittorioso, dal giorno alla notte, dalla primavera all’autunno, ogni cosa risveglia dolore e richiama la persona amata. Da ogni prospettiva il poema intensifica ripetutamente la ricerca tormentosa del protagonista. Non trovandola nella realtà, la cerca in sogno; non trovandola in sogno, la cerca nel regno degli immortali. Queste svolte, riprese e successive intensificazioni fanno salire a spirale il sentimento fino al culmine. Proprio attraverso tale accumulo e questo continuo ritorno lirico, il poeta rende più profondi e ricchi i pensieri e i sentimenti dei personaggi, dando al poema una «肌理细腻», una «trama finemente lavorata», e una maggiore forza emotiva.
Dalla poesia, entra nella storia
Rong Sheng accetta una forcina d'oro spezzata per cercare, per conto del signor Pei, la moglie defunta che secondo la leggenda morì per amore, sperando di guadagnare abbastanza da curare gli occhi della sorella. Nella bacinella di rame affiora invece per primo un paio di scarpe sfondate; la donna che appare subito dopo non ha una bellezza capace d'incantare una città, né riconosce quell'antico amore celebrato nei canti. Da dietro il paravento il signor Pei gli ordina di ricominciare, ma la donna dice che la forcina è sua e gli chiede anche di recuperare quelle scarpe.
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