Sull'aria «Niannu jiao» · Salendo alla Città di Pietra, sulle rime di Dongpo
Dinastia Yuan・Sadula
Dinastia Yuan・Sadula
石头城上,望天低吴楚,眼空无物。指点六朝形胜地,惟有青山如壁。蔽日旌旗,连云樯橹,白骨纷如雪。一江南北,消磨多少豪杰。 Dalla Città di Pietra guardo il cielo abbassarsi su Wu e Chu: lo sguardo non trova nulla. Indico i luoghi strategici delle Sei Dinastie: restano soltanto montagne verdi come mura. Bandiere oscuravano il sole, alberi di navi e remi si univano alle nubi, bianche ossa erano sparse come neve. A nord e a sud di questo fiume, quanti eroi sono stati consumati dal tempo.
Solitario è il palazzo estivo, il vento d'oriente percorre la via imperiale, l'erba profumata ricresce ogni anno. Al tramonto, nessuno sul sentiero dei pini; fuochi fatui brillano e si spengono, alti e bassi. Canti e danze davanti alle coppe, splendori dentro lo specchio: intanto, furtivamente, mutano i capelli un tempo neri. Un dolore che attraversa i secoli, sul Qinhuai un'unica distesa di chiaro di luna!
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Salgo alla Città di Pietra: le terre di Wu e Chu sembrano distendersi in basso davanti ai miei occhi, lo sguardo spazia senza ostacoli. Indico i luoghi strategici difesi dalle Sei Dinastie: oggi soltanto i monti verdi restano ancora simili a mura. Penso a quando le insegne oscuravano il sole e gli alberi e i remi delle navi da guerra raggiungevano le nuvole; ma le ossa lasciate dalla guerra si spargevano fitte come neve. Sulle due rive di questo grande fiume, chissà quanti eroi sono stati consumati dal tempo.
Il palazzo appartato dove un tempo ci si riparava dal caldo è ormai deserto; sulle strade percorse dai cortei imperiali, oggi si vede soltanto l’erba profumata crescere ogni anno nel vento d’oriente. Il sole al tramonto illumina il sentiero vuoto fra i pini, e i fuochi fatui brillano a intermittenza. Canti e danze davanti alle coppe, splendori riflessi negli specchi: tutto appartiene al passato e, senza che ce ne accorgessimo, i capelli neri sono diventati bianchi. Pensare alle ascese e alle cadute di tutti i tempi rattrista; sul fiume Qinhuai resta soltanto una distesa di chiaro di luna.
石头城: l’antica città nell’odierna Nanchino. 次东坡韵: comporre seguendo le parole in rima e il loro ordine nel Nian nu jiao · Meditando sull’antichità alla Roccia Rossa di Su Shi. 吴楚: la regione del medio e basso corso del Fiume Azzurro.
六朝: le Sei Dinastie che ebbero successivamente la capitale nell’area di Jiankang: Wu, Jin Orientali, Song, Qi, Liang e Chen. 形胜: una conformazione del terreno favorevole e strategicamente difendibile. 樯橹: alberi delle navi e attrezzature navali; per traslato, navi da guerra e forze navali.
离宫: palazzo imperiale diverso dalla residenza principale della capitale. 辇路: strada percorsa dal carro dell'imperatore. 鬼火: bagliori notturni che gli antichi associavano ai cimiteri e ad altri luoghi; nella poesia accentuano la desolazione.
青青发: capelli neri, chioma corvina. 秦淮: fiume che attraversa Nanchino, legato alle vicende delle Sei Dinastie.
Guida alla lettura: Sadula sale sull’antica città di Jinling e compone una lirica di meditazione sul passato, riprendendo le rime della lirica di Su Shi sulla Rupe Rossa. Attraverso i luoghi delle Sei Dinastie, l’opera si chiede che cosa abbiano lasciato lo splendore e la guerra, collegando l’ascesa e la caduta degli antichi all’invecchiamento degli uomini del presente.
La prima strofa passa dall’ampiezza della vista dall’alto agli schieramenti militari della storia. Alle bandiere che oscurano il sole seguono subito ossa bianche come neve, rivelando immediatamente l’altra faccia della potenza guerriera. I monti verdi perdurano, accentuando l’avvicendarsi delle vicende umane.
La seconda strofa racchiude la vastità della guerra nei resti dei palazzi secondari, delle vie dei carri imperiali e dei sentieri tra i pini: l’erba profumata cresce ogni anno, ma i padroni di un tempo non ci sono più. Il finale non giudica la dinastia con una conclusione: lascia che la luna sul Qinhuai illumini passato e presente, facendo sedimentare il sentimento dell’ascesa e della caduta in un paesaggio costante.
Dalla poesia, entra nella storia
Lu Qi è abilissimo a incidere i nomi delle ere imperiali; di trentasei “mattoni imperiali”, ne resta invenduto solo uno, perché le scritte sono state incise al contrario. Arriva un nuovo incarico per demolire un muro di palazzo, ma l'apprendista Dongsheng continua ad accovacciarsi accanto ai mattoni, osservando quei nomi di persone tanto piccoli da non valere nulla. L'antiquario sollecita abbastanza pezzi da comporre una parete di tracce imperiali delle Sei Dinastie, e il compenso basterebbe a costruire la casa nuova che la moglie desidera da anni; eppure una pallina di terracotta caduta da un mattone spaccato fa sì che Dongsheng si rifiuti di accelerare i colpi di martello.
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