Tra il Fiume Azzurro e lo Han
Dinastia Tang・Du Fu
Dinastia Tang・Du Fu
江汉思归客,乾坤一腐儒。 Fra il Jiang e lo Han, un viandante desideroso di tornare; fra cielo e terra, un solo pedante confuciano.
片云天共远,永夜月同孤。 Una nube solitaria, lontana insieme al cielo; nella lunga notte, la luna è sola come me.
Al sole calante il cuore è ancora ardito; nel vento d’autunno il male sembra attenuarsi.
古来存老马,不必取长途。 Fin dall’antichità si conservano i vecchi cavalli, senza pretendere che affrontino lunghi cammini.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Errante tra lo Yangtze e lo Han, sono un viaggiatore che desidera tornare al paese natale; guardando all’immensità del cielo e della terra, non sono che un letterato in difficoltà, poco adatto al mondo. Una nube alla deriva è lontana dal proprio luogo di ritorno quanto me; nella lunga notte, la luna luminosa è sola quanto me.
Benché la vita volga al tramonto, il vigore delle mie aspirazioni è ancora saldo; al soffiare del vento autunnale, sembra che anche la malattia debba lentamente attenuarsi. Se gli antichi conservavano un vecchio cavallo, avevano ragione di apprezzarne l’esperienza, senza necessariamente pretendere che sapesse ancora percorrere lunghe distanze al galoppo.
江汉: la regione del Fiume Azzurro e del fiume Han. 腐儒: studioso impacciato e pedante, espressione di modestia usata dal poeta per sé stesso. 乾坤: cielo e terra.
永夜: lunga notte. 落日: il tramonto presente riflette anche la condizione della vecchiaia. 病欲疏: la malattia sembra sul punto di attenuarsi.
存老马:richiama la storia del vecchio cavallo che conosce la strada e significa che anche in vecchiaia si può ancora essere utili. 取长途:pretendere che sia in grado di affrontare lunghi percorsi.
Guida alla lettura: questa poesia regolata in versi di cinque caratteri fu scritta da Du Fu negli ultimi anni della sua vita errante e parla della sua condizione e delle sue aspirazioni. Esprime sia l’impossibilità di trovare un modo per tornare a casa, la solitudine, la vecchiaia e la malattia, sia la ferma volontà di non essere considerato del tutto inutile. Il paragone con un vecchio cavallo nel distico finale è la chiave per comprendere la svolta interiore della poesia.
Nella prima metà, le espressioni “思归客” e “一腐儒”, «viandante che anela al ritorno» e «un pedante confuciano», abbassano il ritratto dell’io; una nube isolata e la luna solitaria diventano poi proiezioni del suo stato d’animo. Quanto più vasti sono cielo e terra, tanto più solo appare chi vaga lontano.
La seconda metà trae forza dalla svolta di “心犹壮”, «il cuore è ancora vigoroso». La metafora del vecchio cavallo non nega l’invecchiamento, ma propone un altro criterio per valutare una persona: esperienza e fermezza d’animo hanno anch’esse valore. Il finale diventa così un’affermazione misurata di sé nelle difficoltà, anziché un vuoto proclama di eroismo.
Dalla poesia, entra nella storia
Dopo trentasei anni da pilota fluviale, zio He aveva finalmente messo al sicuro il denaro per tornare a casa, e sulla nuova barca del suo apprendista sventolava già una bandiera rossa. Proprio la notte in cui rimase bloccato al molo, dalle rapide di Luokou risuonò un gong di soccorso. Le acque autunnali si stavano ritirando, e una frana aveva cambiato i passaggi sicuri segnati sulle vecchie carte fluviali; una barca di soldati feriti, un cannone pesante e le sue mani sempre meno ferme erano tutti intrappolati su un fiume dove non si poteva aspettare l'alba.
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