Contemplando il monte sacro
Dinastia Tang・Du Fu
Dinastia Tang・Du Fu
岱宗夫如何?齐鲁青未了。 Com’è dunque il venerato monte Tai? Il suo verde non ha fine fra Qi e Lu.
La natura vi concentra bellezza divina; il versante ombroso e quello assolato dividono il crepuscolo dall’alba.
Nubi sovrapposte si levano e mi dilatano il petto; spalanco gli occhi per seguire gli uccelli che tornano.
会当凌绝顶,一览众山小。 Un giorno salirò sulla cima più alta e vedrò tutti gli altri monti farsi piccoli.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Quale maestosità avrà mai il monte Tai? Attraversa le terre di Qi e Lu, e il verde azzurro dei suoi monti sembra non avere fine.
Cielo e terra hanno riunito qui paesaggi di rara bellezza; i versanti al sole e quelli in ombra separano luce e oscurità, quasi dividessero il mattino dalla sera.
Strati di nubi si levano e mi scuotono il petto; spalanco gli occhi e seguo a lungo gli uccelli che tornano volando fra i monti.
Un giorno salirò certamente sulla vetta più alta e, spingendo lo sguardo lontano, vedrò tutti gli altri monti apparire bassi e piccoli.
岱宗: appellativo onorifico del monte Tai. 岱 indica il monte Tai; 宗 esprime venerazione e preminenza. 夫如何: «com’è dunque?», con tono insieme ammirato e interrogativo.
齐鲁: territorio degli antichi Stati di Qi e Lu; qui esprime l’estensione vasta e continua del monte Tai. 未了: senza fine.
造化: la natura. 钟: raccogliere, concentrare. 神秀: paesaggio di bellezza straordinaria.
阴阳: qui indica il versante in ombra e quello soleggiato della montagna. 割昏晓: l'altezza e l'asprezza del monte creano una tale differenza di luce fra i due lati da sembrare separare il crepuscolo dall'alba; non significa che i versanti si trovino davvero in giorni diversi.
荡胸: scuotere e dilatare l’animo. 曾云: nubi sovrapposte; qui 曾 equivale a 层 e si legge céng; alcune versioni scrivono direttamente “层云”. Questa pagina conserva il carattere “曾” del testo di riferimento verificato.
决眦: espressione iperbolica che indica lo spalancare al massimo gli occhi. 眦 significa angolo dell’occhio. 入归鸟: accogliere nello sguardo gli uccelli lontani che tornano, suggerendo quanto a lungo gli occhi li seguano.
会当:un giorno certamente, dovrò senz’altro; esprime un desiderio fermo. 凌:salire, raggiungere un’altura. 绝顶:la vetta più alta. 小:apparire bassi e piccoli; descrive l’impressione di chi guarda lontano dall’alto.
Introduzione all’opera: questa poesia in stile antico, in versi di cinque caratteri, ruota intorno alla contemplazione da lontano del monte Tai. Dispiega il vasto paesaggio montano fra Qi e Lu e mostra come chi guarda sia coinvolto dal profilo dei monti, dalle nubi e dagli uccelli che tornano. Il celebre proposito di raggiungere la vetta nasce dal paesaggio presente: non permette di leggere l’intera poesia come il resoconto di una salita già compiuta. Conviene seguire i mutamenti dello sguardo: prima il complesso dei monti, poi le zone di luce e d’ombra e i piccoli uccelli in volo, infine l’immaginazione rivolta alle altezze ancora da raggiungere.
L’apertura non dichiara direttamente la maestosità del monte Tai, ma lascia trasparire lo stupore attraverso una domanda. Poi descrive il verde che si estende tra Qi e Lu, facendo emergere la mole della montagna attraverso la vastità del territorio: il lettore percepisce prima un insieme che lo sguardo non può esaurire, anziché una vetta delimitabile. “钟”, «concentrare», raccoglie sulla montagna la forza creatrice della natura; “割”, «dividere», rende invece la luce quasi una materia separabile dalla conformazione del monte. Tra quiete e movimento, l’altezza acquista una misura visibile.
Con le nubi e gli uccelli che tornano, il paesaggio lontano comincia a entrare nel corpo. Gli strati delle nubi agitano il petto, mentre la piccolezza degli uccelli costringe lo sguardo a spingersi ancora più lontano: paesaggio e osservatore non sono più separati. Il distico finale passa dalla scena reale alla futura ascesa, dando al desiderio un’origine concreta: la forza di salire nasce gradualmente guardando la montagna, anziché da parole altisonanti a cui il monte faccia soltanto da sfondo. Il 「小」, «piccole», dell’ultimo verso dipende dalla prospettiva dall’alto: esprime l’ampiezza immaginata e conserva il netto cambiamento di proporzioni fra l’uomo e i monti. La poesia non si affretta a spiegare il percorso, ma l’ascesa interiore è già compiuta.
Dalla poesia, entra nella storia
Song Yang si è fatto confezionare una veste nuova per salire sul monte Tai e ha studiato diciassette volte la mappa dei sentieri, ma appena inizia la salita racconta una bugia: c'è già stato. Uno sconosciuto abbassa subito il corto bastone e dice che lo seguirà, e lui può ancor meno mostrare la propria insicurezza. Nel pomeriggio il sole illumina ancora il versante meridionale, mentre quello opposto è già pieno di nuvole; sulla mappa è disegnato un solo pino dalla chioma contorta, ma davanti a lui ci sono pini lungo entrambi i sentieri, e il compagno prova con particolare lentezza ogni gradino di pietra che sembra anche solo un poco cedevole.
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