将进酒 · Invito al vino
Dinastia Tang・Li Bai
Dinastia Tang・Li Bai
君不见黄河之水天上来, Non vedi le acque del Fiume Giallo giungere dal cielo,
Corre impetuoso al mare e non torna più.
君不见高堂明镜悲白发, Non vedi, nello specchio della grande sala, il dolore per i capelli bianchi,
朝如青丝暮成雪。 Al mattino sono seta nera, alla sera diventano neve.
人生得意须尽欢,莫使金樽空对月。 Quando la vita sorride, bisogna godere appieno; non lasciare che la coppa d’oro resti vuota davanti alla luna.
天生我材必有用,千金散尽还复来。 Il talento che il cielo mi ha dato avrà certo un impiego; mille monete d’oro, anche sperperate tutte, torneranno ancora.
Cuociamo agnelli, macelliamo buoi e godiamocela, bisognerà pur bere trecento coppe in una volta.
岑夫子,丹丘生,将进酒,杯莫停。(Maestro Cen, amico Danqiu, bevete il vino, non fermate le coppe.)
Per te canterò una canzone, ti prego, porgi l'orecchio e ascoltami.
Campane, tamburi e cibi preziosi non meritano stima: desidero soltanto restare ubriaco e non svegliarmi più.
古来圣贤皆寂寞,惟有饮者留其名。 Da sempre santi e saggi sono rimasti soli e ignorati; soltanto i bevitori hanno lasciato il proprio nome.
陈王昔时宴平乐,斗酒十千恣欢谑。(Un tempo il principe di Chen banchettava a Pingle: diecimila monete per un dou di vino, tra gioia e scherzi senza freno.)
主人何为言少钱,径须沽取对君酌。 Perché mai, padrone di casa, dici che manca il denaro? Compra senz’altro del vino: berrò insieme a te.
Il cavallo dal manto a cinque fiori, la pelliccia da mille monete d'oro,
呼儿将出换美酒,与尔同销万古愁。 Chiamo il ragazzo perché li porti a scambiare con buon vino, e insieme a te dissolva la tristezza di tutti i tempi.
L'animazione mantiene la versione originale cinese.
L’animazione è pronta.
Non vedi forse le acque del Fiume Giallo precipitarsi dal cielo, correre tra onde tumultuose verso il Mare Orientale, senza mai tornare indietro?
Non vedi forse, nello specchio luminoso dell’alta sala, quei capelli ormai tutti bianchi? Al mattino erano ancora neri: come possono, appena giunta la sera, essere diventati candidi come neve?
(Perciò) quando la vita sorride bisogna abbandonarsi alla gioia: non lasciare che questa coppa d’oro, senza vino, resti vuota davanti alla luna luminosa.
La nascita di ogni persona ha certamente un proprio valore e significato; anche se mille misure d’oro vengono sperperate in un solo gesto, si potranno ancora riottenere.
Cuociamo agnelli e macelliamo buoi, godiamocela per ora: (oggi) neppure trecento coppe bevute d'un fiato in allegria saranno troppe!
Maestro Cen, amico Danqiu! Bevete presto! Non fermatevi.
Lasciate che canti per voi a piena voce; vi prego, porgetemi orecchio e ascoltate con attenzione:
Che cosa ha di prezioso una vita sontuosa, trascorsa ogni giorno tra prelibatezze di montagna e di mare? Vorrei soltanto restare ebbro come in sogno e non tornare sobrio.
Fin dall'antichità, saggi e virtuosi sono sempre rimasti trascurati e soli; soltanto chi sa bere può lasciare ai posteri un nome glorioso.
Conosci la vicenda di Cao Zhi, principe di Chen, che un tempo offrì un banchetto al padiglione Pingle? Anche se una misura di vino costava una fortuna, beveva generosamente, lasciando che ospiti e padrone di casa gioissero senza freni.
Padrone di casa, perché dici che il denaro è poco? Compra pure del vino, e beviamo insieme a sazietà.
Quei pregiati cavalli dal manto a cinque fiori, quella costosissima pelliccia di volpe da mille monete d'oro: chiama il tuo giovane servitore, fagli portare via tutto in cambio di buon vino, e insieme dissolviamo questa tristezza eterna e infinita!
将 (qiāng) 进酒: antico titolo yuefu, «Invito a bere». 将: invitare, pregare.
君不见: «non vedi?», formula enfatica frequente nella poesia yuefu.
天上来: «viene dal cielo»; il Fiume Giallo nasce nel Qinghai, regione di grandissima altitudine, da cui l’espressione.
«君不见高堂明镜悲白发,朝如青丝暮成雪。»: «Non vedi, nello specchio della grande sala, il dolore per i capelli bianchi, neri come seta al mattino e già neve la sera?». Il passo esprime la tristezza di vedere i propri capelli bianchi nello specchio della grande sala. 高堂: sala alta e spaziosa; 青丝: capelli neri.
得意:il momento in cui ci si sente appagati e felici.
会须: è proprio necessario, si deve.
岑夫子:Cen Xun, caro amico di Li Bai.
丹丘生: Yuan Danqiu, caro amico di Li Bai.
杯莫停 («non fermare la coppa»): una variante riporta “君莫停” («tu, non fermarti»).
与君: a voi, per voi. 君 si riferisce a Cen e Yuan.
倾耳听, «tendere l'orecchio per ascoltare»: una variante riporta «侧耳听», «inclinare l'orecchio per ascoltare».
钟鼓: campane e tamburi, strumenti usati per la musica durante i banchetti delle famiglie ricche e potenti.
馔 (zhuàn) 玉: descrive cibi raffinati e preziosi come giada.
不复醒: «non tornare più sobrio»; alcune versioni riportano “不用醒”, «non occorre tornare sobrio», oppure “不愿醒”, «non desiderare tornare sobrio».
陈王: indica Cao Zhi, principe Si di Chen.
平乐: nome di un padiglione situato fuori dalla porta occidentale di Luoyang, luogo di svago dei ricchi e dei potenti durante la dinastia Han.
恣: abbandonarsi liberamente, senza freni.
谑 (xuè): scherzare.
言少钱: una variante reca «言钱少»; entrambe le forme significano dire di avere poco denaro.
径须: senz'altro, senza indugiare.
沽: comprare.
五花马:un cavallo pregiato. Secondo un’interpretazione, il mantello aveva un disegno a cinque fiori; secondo un’altra, la criniera era tagliata in cinque lobi.
尔:tu.
销: equivale a “消”, «dissolversi, svanire».
«将进酒», Offriamo il vino, era già prima dell'epoca Tang un titolo di canti yuefu, perlopiù dedicati al bere e al cantare a piena voce. In questa poesia Li Bai «借题发挥», sviluppa liberamente il tema, e cerca nel vino sollievo alla tristezza, esprimendo indignazione e impeto. Il testo rappresenta vividamente il suo carattere fiero e indomabile: da una parte la piena fiducia in sé, l'orgoglio solitario; dall'altra, dopo gli ostacoli incontrati nella carriera politica, l'abbandono ai piaceri. L'intera poesia ha slancio grandioso, sentimenti impetuosi e lingua scorrevole, con una forte capacità di coinvolgere.
Questa poesia rappresenta con grande vividezza il carattere indomito di Li Bai: da un lato la piena fiducia in sé, la fierezza solitaria e l’orgoglio; dall’altro, dopo le difficoltà incontrate nella carriera politica, l’impulso ad abbandonarsi al piacere. Qui interpreta la filosofia di Zhuangzi della gioia di vivere, manifestando disprezzo per ricchezza, rango, santi e saggi. Ma nel bere sfrenato e nella ricerca del piacere è racchiuso il profondo dolore di un talento rimasto senza riconoscimento. L’intera poesia ha un impeto grandioso, sentimenti prorompenti e un linguaggio scorrevole, di forte presa emotiva; Li Bai “借题发挥”, «sviluppa il tema per esprimere altro», affogando l’affanno nel vino e dando voce alla propria indignazione.
Il tempo scorre come un fiume che raggiunge il mare senza tornare; la vita è dolorosamente breve, e tra mattino e sera i capelli di seta nera diventano neve. La piccolezza dell’esistenza sembra una tragedia irrimediabile, e soltanto il buon vino nelle coppe d’oro può sciogliere gli affanni. È questa la tristezza tipica di Li Bai: dolorosa ma vigorosa, afflitta ma non avvilita, profondamente indignata e insieme straordinariamente libera. In superficie lamenta il rapido invecchiare; nel profondo, lamenta il mancato riconoscimento del talento. La poesia si apre con due coppie di lunghe frasi parallele che investono il lettore come venti celesti e piogge marine, con impeto grandioso. “君不见黄河之水天上来,奔流到海不复回”, «Non vedi l’acqua del Fiume Giallo venire dal cielo, correre impetuosa al mare e non tornare più?»: Li Bai si trovava allora sui monti di Yingyang, non lontano dal Fiume Giallo; salendo in alto e spingendo lo sguardo lontano, ne trae l’avvio poetico. Il Fiume Giallo ha sorgenti remote e un lungo corso, con enormi dislivelli: sembra cadere dal cielo, precipitare per mille li e correre verso est fino al mare. Una scena tanto vasta non è visibile a occhio nudo: è dunque frutto dell’immaginazione di Li Bai, “自道所得”, «ciò che egli stesso ha colto ed espresso», con un linguaggio iperbolico. Il primo verso descrive l’arrivo del grande fiume, inarrestabile; il secondo la sua partenza, irreversibile. Questa espansione e contrazione crea una cadenza lirica che si dispiega e si raccoglie, assente in un singolo verso breve come “黄河落天走东海”, «Il Fiume Giallo cade dal cielo e corre al Mare Orientale».
Subito dopo, “君不见高堂明镜悲白发,朝如青丝暮成雪”, «Non vedi, nell’alta sala, davanti al limpido specchio, il dolore per i capelli bianchi, seta nera al mattino e neve alla sera?», è come un’onda che si alza prima che la precedente si sia placata. Nei primi due versi l’iperbole riguarda lo spazio; in questi due riguarda il tempo. Il poeta deplora la brevità della vita; anziché dire direttamente quanto lo addolori il rapido invecchiare, scrive “高堂明镜悲白发”, «nell’alta sala, davanti al limpido specchio, il dolore per i capelli bianchi», mostrando una persona che si guarda allo specchio e si accarezza le tempie, impotente. Ridurre l’intera vita, dalla giovinezza alla vecchiaia, a “朝” e “暮”, «mattino» e «sera», rende ancora più breve ciò che già è breve; rispetto ai primi due versi, che amplificano l’imponenza del fiume, è un’iperbole di direzione opposta. Così le lunghe frasi parallele dell’apertura hanno sia un valore analogico — il fiume che non ritorna rappresenta la fugacità della vita — sia una funzione di contrasto: la grandezza eterna del Fiume Giallo fa risaltare la piccolezza e la fragilità dell’esistenza. Questo inizio raggiunge un dolore estremo senza cadere nella debolezza: una malinconia da gigante, dotata di una forza artistica sconvolgente, dovuta anche all’impeto delle lunghe frasi parallele iniziali. L’autore ricorre spesso a questo procedimento, come in “弃我去者,昨日之日不可留;乱我心者,今日之日多烦忧” («Ciò che mi abbandona, il giorno di ieri, non posso trattenerlo; ciò che mi turba, il giorno di oggi, è pieno di affanni», da «Al padiglione Xie Tiao di Xuancheng, saluto d’addio allo zio Yun, revisore di testi»). Shen Deqian osservò: “此种格调,太白从心化出”, «Questo stile nasce spontaneamente dal cuore di Taibai»: ne emerge la notevole originalità. La duplice apostrofe “君不见”, «Non vedi?», accresce molto l’intensità emotiva dei versi, mentre di solito nelle poesie yuefu compare solo occasionalmente all’inizio o alla fine. Si parla, in poesia, di grandi aperture e grandi chiusure: questa è davvero una grande apertura.
「夫天地者,万物之逆旅也;光阴者,百代之过客也」, «Cielo e terra sono la locanda di tutte le cose; il tempo è il viandante di cento generazioni» («Prefazione al banchetto notturno di primavera nel giardino dei peschi e dei susini con i cugini minori»): sebbene la tristezza sia inevitabile, il pessimismo non è vicino all’indole di Li Bai. Ai suoi occhi, quando 「人生得意」, «la vita appaga i desideri», non vi sono rimpianti e ci si deve abbandonare alla gioia. Il quinto e il sesto verso segnano appunto un capovolgimento, dal 「悲」, «dolore», al 「欢」 e al 「乐」, «gioia» e «piacere». Da qui fino a 「杯莫停」, «non fermate le coppe», il sentimento poetico si fa sempre più sfrenato. 「人生达命岂暇愁,且饮美酒登高楼」, «Chi comprende il destino ha forse tempo per affliggersi? Beviamo buon vino e saliamo sull’alta torre» («Canto del giardino di Liang»): non c’è piacere senza vino, ed ecco introdotto il tema. Il verso, tuttavia, non nomina direttamente ciò che è nella coppa: le immagini di 「金樽」, «coppa d’oro», e 「对月」, «rivolta alla luna», ne accentuano il valore metaforico e rendono il bere ancora più poetico. Invece di dichiarare apertamente che bisogna bere e gioire senza freni, impiega la doppia negazione 「莫使」, «non lasciare che», e 「空」, «vuota», dando maggiore forza al tono. 「人生得意须尽欢」, «Quando la vita appaga i desideri, bisogna godere fino in fondo», sembra predicare il piacere immediato, ma è soltanto una proiezione immaginaria. In quel momento il poeta era amareggiato e frustrato nelle sue aspirazioni. 「凤凰初下紫泥诏,谒帝称觞登御筵」, «Giunse dapprima l’editto imperiale recato dalla fenice; al cospetto del sovrano alzai la coppa al banchetto di corte» («Canto della brocca di giada»): quando fu convocato nella capitale e invitato dall’imperatore a un banchetto, sembrò aver conosciuto il successo, ma fu soltanto un’illusione. Si arriva poi a 「弹剑作歌奏苦声,曳裾王门不称情」, «Percuoto la spada e canto con voce dolente; trascinare la veste alle porte dei potenti non soddisfa il mio cuore» («Difficile è il cammino · II»). Nell’antichità Feng Xuan, ospite di Mengchang, riteneva di non essere trattato con sufficiente riguardo e, inizialmente, percuoteva spesso la spada cantando per manifestare il desiderio di andarsene. Li Bai aspirava a 「平交王侯」, «frequentare principi e nobili da pari a pari», ma a Chang’an i potenti non gli davano importanza; ricorre dunque alla vicenda di Feng Xuan per rappresentare la propria condizione. Anche allora non sembra esservi appagamento: vi sono piuttosto delusione e indignazione.
Eppure il poeta non si lascia abbattere. Con tono ottimista e combattivo afferma quindi il valore della vita e di sé: “天生我材必有用”, «Il talento che il cielo mi ha dato avrà certamente un impiego», un verso che induce a battere il tempo in ammirazione. “有用”, «avere un impiego», unito a “必”, «certamente», esprime una fiducia straordinaria: è quasi una dichiarazione del valore umano, e questa persona — “我”, «io» — va scritta a lettere maiuscole. Da un’apparenza di rinuncia emerge così una sostanza positiva profondamente celata: il dolore per il talento incompreso e insieme il desiderio di partecipare alla vita pubblica. Come dice “长风破浪会有时”, «Verrà il tempo di fendere le onde sospinto da un vento possente», il giorno in cui realizzare i propri ideali arriverà: per quel futuro vale la pena bere e cantare a piena voce, e che importa spendere? “千金散尽还复来!”, «Dissipate mille monete d’oro, torneranno ancora!»: un altro verso sorprendente per la sua enorme fiducia. Saper disporre del denaro senza esserne dominati lascia davvero sbalordita la gente comune. La poesia rispecchia l’uomo: si pensi a quando il poeta scrisse “曩者(过去)游维扬,不逾一年(不到一年),散金三十余万” («In passato, viaggiando a Weiyang, in meno di un anno dissipai oltre trecentomila monete», nella «Lettera a Pei, segretario generale di Anzhou»): che gesto grandioso! Lo slancio che pervade intimamente questo verso non potrebbe essere imitato, neppure in minima parte, da chi si limita a posare.
Con un’imponenza pari a questa, l’autore descrive un grande banchetto: non certo “菜要一碟乎,两碟乎?酒要一壶乎,两壶乎?”, «un piatto o due? Una brocca di vino o due?», ma “烹羊宰牛”, «cuocere pecore e macellare buoi», animali interi, e non si smette prima di aver bevuto “三百杯”, «trecento coppe». L’atmosfera del banchetto è esuberante, i versi possenti. Qui l’impeto sfrenato si avvicina al culmine e la melodia della poesia accelera. L’ebbrezza del poeta, con gli occhi offuscati e le orecchie accaldate, balza dalla pagina; sembra di sentirlo invitare a bere ad alta voce: “岑夫子,丹丘生,将进酒,杯莫停!”, «Maestro Cen, amico Danqiu, bevete il vino, non fermate le coppe!». L’improvviso inserimento di frasi brevi varia il ritmo e riproduce fedelmente la voce al banchetto. Fra amici che lo comprendono e compagni capaci di tenergli testa nel bere, non soltanto “忘形到尔汝”, «dimentica le formalità fino al tu più familiare»: sembra scordare persino di scrivere poesia, e i versi tornano vita vissuta. Vuole ancora “与君歌一曲,请君为我倾耳听”, «cantarvi una canzone, pregandovi di porgere orecchio». Gli otto versi successivi costituiscono dunque un canto dentro la poesia. È un’invenzione sorprendente, un puro lampo d’ispirazione.
“钟鼓馔玉” indica la vita dei ricchi e dei potenti: nelle loro case si suonano campane durante i pasti, si dispongono tripodi e si servono cibi preziosi come giada. Ma il poeta la giudica “不足贵” («indegna di pregio») e proclama “但愿长醉不复醒” («desidero soltanto restare ebbro per sempre, senza più risvegliarmi»). Qui il sentimento poetico passa chiaramente dalla sfrenatezza all’indignazione. Non sono soltanto parole folli pronunciate dopo aver bevuto, ma anche parole sincere. Con il talento utile che «io» possiedo per natura, dovrei raggiungere le più alte cariche e una brillante carriera; eppure “大道如青天,我独不得出” («la grande via è ampia come il cielo azzurro, ma io solo non riesco a percorrerla», da Difficile è il cammino). Dichiarare ricchezza e rango indegni di pregio nasce dunque dall’indignazione. Anche i due versi successivi, a partire da “古来圣贤皆寂寞” («da sempre santi e saggi sono rimasti soli e ignorati»), esprimono risentimento. Li Bai sospirò “自言管葛竟谁许” («dico di avere il talento di Guan Zhong e Zhuge Liang, ma chi mai me lo riconosce?»): nessuno credeva alla sua capacità politica e alla sua saggezza. Dire che gli antichi erano «soli e ignorati» esprime quindi anche la propria solitudine e il proprio mancato riconoscimento. Per questo preferirebbe vivere nell’ebbrezza e nel sogno, senza più tornare sobrio. Qui il poeta usa ormai le coppe degli antichi per riversare il groppo che porta nel petto.
Dopo aver detto “唯有饮者留其名” («soltanto i bevitori hanno lasciato il proprio nome»), il poeta cita come esempio Cao Zhi, il «principe di Chen», rielaborando il verso del suo Canto della celebre capitale: “归来宴平乐,美酒斗十千” («Al ritorno banchettiamo a Pingle, dove un dou di buon vino costa diecimila monete»). I bevitori dell’antichità sono numerosi e ben noti, ma la scelta del principe di Chen è inseparabile dall’alta considerazione che Li Bai ebbe sempre di sé: i suoi modelli erano personalità eminenti come Xie An, e tra queste il principe di Chen era particolarmente legato al vino. La citazione conferisce quindi grandiosità al testo ed è coerente con il tono di estrema fiducia in sé delle parti precedenti. Nel Canto della celebre capitale, il poeta dei Tre Regni Cao Zhi descrive un banchetto a Luoyang con le parole: “归来宴平乐,美酒斗十千。” («Al ritorno banchettiamo a Pingle, dove un dou di buon vino costa diecimila monete.») A Cao Zhi si attribuivano otto dou di talento: il letterato Xie Lingyun dei Song meridionali disse “天下才有一石,曹子建独占八斗,我得一斗,天下共分一斗。” («Se tutto il talento del mondo ammonta a uno shi, Cao Zijian ne possiede da solo otto dou, io ne ho uno e il resto del mondo si divide l’ultimo.») Eppure, pur dotato di grandi capacità e ambizioni straordinarie, subì sul piano politico gli attacchi del fratello maggiore Cao Pi, imperatore Wen di Wei, e visse amareggiato, senza poter realizzare le proprie aspirazioni. Il principe di Chen fu oggetto di forti sospetti durante i regni di Cao Pi e Cao Rui e non poté dispiegare le proprie ambizioni: anche questo suscitò la compassione del poeta. Prima i «santi e saggi dell’antichità», poi Cao Zhi: l’intero testo trabocca di indignazione. All’inizio il poema sembra limitarsi a riflessioni sulla vita, senza colore politico; in realtà è pervaso da un dolore indignato, profondo e vasto, e dalla fiducia in sé. Da qui nasce una tristezza che non si abbatte e sa diventare vigorosa.
Appena svelato un poco il sentimento più profondo, il discorso torna al vino, con un entusiasmo ancora maggiore. Da qui l’ispirazione si fa nuovamente sfrenata, e sempre più. “主人何为言少钱”, «Perché il padrone di casa parla di pochi soldi?», riprende “千金散尽”, «dissipare mille monete d’oro», e introduce volutamente uno scarto, preparando l’ultima dichiarazione magnanima: anche esaurite tutte le ricchezze, si devono offrire senza rimpianto tesori preziosi, il “五花马”, un magnifico cavallo dal mantello a cinque motivi, e il “千金裘”, una pelliccia da mille monete d’oro, per ottenere buon vino e bere fino all’ebbrezza. La felicità del finale non risiede soltanto nel tono imperioso di “呼儿”, «chiama il ragazzo», e “与尔”, «con te»; possiede anche una spregiudicatezza per cui l’ospite si fa padrone, forse senza che l’autore stesso ne sia pienamente consapevole in quel momento. Il poeta è soltanto un invitato degli amici, eppure ora siede autorevole al banchetto, impartisce ordini e propone di impegnare pelliccia e cavallo, quasi impedendo di capire chi sia il “主人”, il padrone di casa. Il colore romantico è intensissimo. Parole tanto schiette possono nascere soltanto fra amici magnanimi, liberi dalle formalità. Qui lo slancio poetico raggiunge il massimo della sfrenatezza, invitando a sospirare e cantare, quasi a “手之舞之,足之蹈之”, «danzare con le mani e battere il tempo con i piedi». Il sentimento non è esaurito, ma la poesia sta per finire: improvvisamente erompe “与尔同销万古愁”, «con te dissolvere l’eterno dolore», che si ricollega alla tristezza iniziale, approfondendo il significato di “万古愁”, il dolore di tutte le epoche. Questo finale, simile a “白云从空,随风变灭”, «bianche nubi che attraversano il cielo, mutando e svanendo nel vento», rivela il torrente impetuoso e mutevole delle emozioni del poeta. L’intera opera procede fra slanci e cadute vertiginose, possibili soltanto a una penna di eccezionale potenza.
《将进酒》, «Invito al vino», non è un componimento molto lungo, ma presenta una ricca varietà sonora e un respiro fuori del comune. La scrittura è piena e vigorosa: un sentimento di estrema tristezza e indignazione assume forme sfrenate, mentre un linguaggio audacissimo conserva saldezza. La poesia possiede un impeto e una forza capaci di scuotere passato e presente, qualità certamente legate anche all’iperbole. Per esempio, ricorre spesso a numeri enormi — “千金”, «mille monete d’oro», “三百杯”, «trecento coppe», “斗酒十千”, «diecimila monete per un dou di vino», “千金裘”, «una pelliccia da mille monete d’oro», “万古愁”, «il dolore di tutte le epoche», e così via — per esprimere la propria fierezza poetica. Eppure non dà un’impressione di vuota enfasi: la ragione sta nella pienezza e profondità del sentimento interiore, in quell’indignazione repressa che ribolle come onde sotto le parole dettate dal vino. Inoltre, l’intero testo procede per brusche salite e discese; l’emozione ora si raccoglie, ora si espande, passando dalla tristezza alla gioia, alla sfrenatezza, all’indignazione, di nuovo alla sfrenatezza, per approdare infine al “万古愁”, «dolore di tutte le epoche», in risposta all’inizio. Come un grande fiume impetuoso, possiede slancio e svolte, si apre e si richiude liberamente, con una forza capace di sollevare un enorme tripode. Il procedimento che racchiude un canto dentro il canto ha inoltre una maestria quasi sovrumana, capace di “绝去笔墨畦径”, «cancellare ogni sentiero convenzionale della scrittura»: un livello che non si impara con una costruzione e cesellatura intenzionali, né si raggiunge con la fretta. Il testo è prevalentemente composto da versi di sette caratteri, interrotti da versi di tre, cinque e dieci caratteri, in una trama di straordinaria irregolarità e complessità. Prevalgono i versi dal libero andamento sintattico, punteggiati però da brevi parallelismi, come “岑夫子,丹丘生”, «maestro Cen, amico Danqiu», e “五花马,千金裘”, «cavallo dal manto fiorito, pelliccia da mille monete d’oro». Il ritmo varia continuamente fra rapido e lento, impetuoso senza diventare facile o sciatto.
Dalla poesia, entra nella storia
Du Fang impegnò la vecchia pelliccia acquistata per quaranta liang, ricavandone appena otto, con l'intenzione di bere tutta la notte con un vecchio amico e congedare il sogno della fama. Quando il vino aveva già sciolto gli animi, l'apprendista muto dietro il focolare sollevò le nacchere di bambù e batté un ritmo diverso per «Attraversare le sabbie». Quella stessa notte si presentò anche il creditore della locanda. Il vino era ancora caldo, ma il brano che aveva cantato per metà della vita non poteva più essere cantato come prima.
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