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秋霖剧倒井,昏雾横绝巘。 Le piogge autunnali si rovesciano come pozzi capovolti, la nebbia oscura sbarra le vette scoscese.

Due poesie donate al dignitario Zhang, ministro della Guardia, durante le piogge penose nella residenza secondaria della principessa Yuzhen

Dinastia Tang・Li Bai

In autunno siedo nella dimora dei Jin e degli Zhang, la fitta ombra non si apre neppure di giorno.

La foschia sospesa confonde i colori della pioggia; un soffio freddo e frusciante avanza nel mio campo visivo.

Nell'oscurità soffro il tormento di essere sommerso, un pesante dolore e il rancore mi incalzano.

清秋何以慰,白酒盈吾杯。 Con che cosa trovare conforto nel limpido autunno? Il vino bianco colma la mia coppa.

Recitando versi penso a Guan Zhong e Yue Yi, quegli uomini sono ormai cenere.

独酌聊自勉,谁贵经纶才。 Bevo da solo, per farmi un po’ coraggio: chi apprezza il talento di governare il mondo?

弹剑谢公子,无鱼良可哀。 Percuoto la spada e mi congedo dal nobile signore: non avere pesce da mangiare è davvero triste.

Nella pioggia incessante rimpiango il sole; come potranno diradarsi le nubi vaganti?

稷契和天人,阴阳乃骄蹇。 Ji e Xie armonizzavano il cielo e gli uomini: eppure yin e yang si mostrano tanto ribelli.

La pioggia autunnale si rovescia violenta come un pozzo svuotato, una nebbia oscura attraversa le vette più alte.

Volevo percorrere una strada distante un soffio, ed ecco che monti e fiumi ne fecero una barriera.

Si ode il fragore delle rapide impetuose, vaste onde tumultuose si avvolgono e girano.

泥沙塞中途,牛马不可辨。 Fango e sabbia ostruiscono il cammino; non si distinguono più buoi e cavalli.

Affamato, ricevetti cibo dalla lavandaia; nell’ozio riordinai le tavolette di Yuling.

园家逢秋蔬,藜藿不满眼。 Negli orti incontro verdure d’autunno, ma neppure chenopodi e foglie di legumi bastano a riempire lo sguardo.

蟏蛸结思幽,蟋蟀伤褊浅。 Il ragno tesse pensieri nascosti, il grillo soffre per l’angustia del suo spazio.

厨灶无青烟,刀机生绿藓。 Dal focolare non sale fumo azzurro; su coltello e tagliere cresce muschio verde.

投箸解鹔鹴,换酒醉北堂。 Getto le bacchette, mi tolgo il mantello di piume di su-shuang e lo scambio con vino, per ubriacarmi nella sala settentrionale.

Quell’uomo comune di Dantu, aveva una fierezza che ancora non si poteva misurare.

何时黄金盘,一斛荐槟榔。 Quando potrò offrirti su un piatto d’oro un intero hu di noci d’areca?

Compiuta l’impresa, scuoterò le vesti e partirò, vagando presso le rive azzurre.

Lascia fluire la poesia

Animazione dell'atmosfera poetica

L'animazione mantiene la versione originale cinese.

L’animazione è pronta.

Illustrazione con AI

Traduzione

In autunno siedo nella dimora di una famiglia eminente come quelle di Jin e Zhang; spesse nubi scure coprono il cielo e neppure di giorno si vede luce serena.

La foschia nell’aria si mescola ai colori della pioggia, e vento e pioggia gelidi mi vengono incontro dalla direzione verso cui guardo lontano.

La cupa situazione delle inondazioni provoca angoscia, mentre un dolore indignato e opprimente incalza, ondata dopo ondata.

In un autunno così limpido e freddo, con che cosa consolarmi? Non mi resta che colmare di vino bianco la mia coppa.

Recitando versi penso a Guan Zhong e Yue Yi, ma questi saggi del passato sono ormai da tempo polvere e cenere.

Bevo da solo e, per ora, cerco di farmi coraggio: chi mai apprezza il mio talento nel governare gli affari del mondo?

Come Feng Xuan, che batteva sulla spada cantando, espongo al nobile signore la mia condizione: non ho neppure pesce da mangiare, una sorte davvero desolante.

Tormentato dalla pioggia incessante, desidero soltanto vedere il sole luminoso; non so come scostare le nubi vaganti che coprono il cielo.

Chi governa dovrebbe, come Ji e Xie, accordare l’ordine del Cielo con le vicende umane; eppure yin e yang continuano a imperversare così, fuori da ogni ordine.

La pioggia autunnale cade violenta, come se si rovesciasse tutta l'acqua di un pozzo; una nebbia scura si stende di traverso sulle alte vette.

Volevo soltanto percorrere un breve tratto, a un passo da qui, ma sembra che in mezzo ci siano innumerevoli monti e fiumi, impossibili da attraversare.

Alle orecchie giunge soltanto il fragore delle rapide che precipitano; l’immensa massa d’acqua solleva onde paurose e si rovescia senza sosta.

La strada è interamente ostruita da fango e sabbia; nella confusione indistinta è difficile distinguere persino i buoi dai cavalli.

Quando ho fame, non posso che affidarmi, come Han Xin, al pasto offertomi da una lavandaia; nei momenti liberi riordino e studio gli antichi libri e le tavolette scritte.

Vado dall’ortolano a cercare qualche verdura autunnale; persino gli ortaggi più umili, come foglie di farinello e di fagiolo, sono così pochi da non riempire lo sguardo.

Il ragno tesse la tela, come avvolgendo profondi e segreti pensieri dolorosi; il canto dei grilli risveglia un'afflizione angusta, incapace di distendersi.

Dal focolare della cucina non sale fumo; il coltello e il tagliere, inutilizzati da tempo, si sono ormai coperti di muschio.

Depongo le bacchette e mi tolgo la pelliccia di uccello acquatico che mi protegge dal freddo per scambiarla con vino; poi bevo nella sala settentrionale fino a ubriacarmi.

Quel Liu Muzhi di Dantu, nato fra la gente comune, aveva una forza d'animo e capacità strategiche davvero difficili da misurare.

Chissà quando potrò anch’io, come lui, offrire su un piatto d’oro una misura hu di noci d’areca a chi un tempo mi disprezzava.

Compiuta l’impresa, me ne andrò scuotendo le vesti e vagherò libero accanto ai tranquilli isolotti lungo l’acqua.

Note

Suddivisione del ciclo: questo titolo comprende due poesie. La pagina presenta consecutivamente ventuno distici: i primi sette costituiscono la prima poesia, gli ultimi quattordici la seconda, rispettivamente di quattordici e ventotto versi. Con 苦雨思白日, «Nella pioggia incessante penso al sole luminoso», inizia la seconda poesia.

别馆 nel titolo: una residenza diversa dall’abitazione principale. 卫尉 è una carica ufficiale; 张卿 è l’appellativo del funzionario di cognome Zhang cui la poesia è dedicata. L’identità precisa del destinatario e la data di composizione sono controverse: la pagina usa soltanto l’appellativo del titolo, senza adottare identificazioni e date ancora discusse. Il soggetto della poesia è un ospite trattenuto dalla pioggia.

金张: le famiglie di Jin Midi e Zhang Anshi, celebri per il loro prestigio sotto gli Han; in seguito i loro nomi indicarono spesso le grandi casate aristocratiche e i parenti imperiali. Qui 金张馆, «dimore dei Jin e degli Zhang», ha valore metonimico. 繁阴: fitte nubi scure. 昼不开: il cielo non si rasserena neppure di giorno.

空烟: foschia nell’aria. 萧飒: l’aspetto freddo e agitato del vento e della pioggia. 翳翳, letto yì yì: oscuro, indistinto. 昏垫: oscurità e angosciosa oppressione; riprende il senso di sofferenza per le inondazioni presente nei testi antichi, non indica sonnolenza.

清秋: autunno limpido e freddo; non indica necessariamente che in quel momento il cielo sia sereno. 白酒: un’antica bevanda vinosa citata nella poesia, da non intendere come il moderno distillato ad alta gradazione chiamato baijiu. 盈: colmare, essere pieno.

管乐: Guan Zhong e Yue Yi. Il primo fu un celebre ministro di Qi nel periodo delle Primavere e Autunni, il secondo un famoso generale di Yan nel periodo degli Stati Combattenti; entrambi incarnano il talento nel governo e nell’arte militare. 此人已成灰: questi illustri predecessori sono morti da tempo. 经纶: in origine significa ordinare i fili di seta; qui indica progettare e amministrare gli affari dello Stato.

弹剑、无鱼: alludono a Feng Xuan, ospite al seguito del signore di Mengchang, che percuoteva l’impugnatura della spada e cantava per lamentare il trattamento ricevuto; nella Biografia del signore di Mengchang delle Memorie storiche il suo nome è scritto 冯驩. 铗 significa spada. Qui 谢 può essere inteso come esporre una richiesta: 谢公子 significa dunque rivolgere le proprie rimostranze al nobile signore.

稷契: Hou Ji e Xie, saggi ministri del leggendario sovrano Shun. 契 si legge xiè. 和天人: armonizzare l’ordine celeste e gli affari umani. 阴阳 indica il funzionamento della natura; 骄蹇, letto jiāo jiǎn, significa arrogante e indomito. La poesia contrappone l’armonia auspicata alle piogge persistenti del presente, con tono interrogativo e critico.

霖:pioggia che dura molti giorni. 剧:violento. 倒井:come se si rovesciasse tutta l’acqua di un pozzo, iperbole per l’intensità della pioggia. 绝巘:vetta altissima; 巘 si legge yǎn. 咫尺:distanza molto breve. 山川限:costituire un ostacolo simile a monti e fiumi.

潈潈: aspetto di molte acque che scorrono impetuose; nella fonte originale verificata compare anche come 潨潨. 奔溜: corrente che precipita con violenza. 惊波: onde tumultuose e spaventose. 不可辨: impossibile da distinguere chiaramente; descrive la confusione prodotta da pioggia, nebbia e acqua fangosa.

漂母: anziana che lavava fibre di seta. Le Memorie storiche, Biografia del marchese di Huaiyin, raccontano che, quando Han Xin era in miseria, una lavandaia gli diede da mangiare. Il richiamo alla sua vita prima del riconoscimento descrive qui la condizione dell’autore, costretto a dipendere dall’aiuto altrui per nutrirsi. 漂 si legge piǎo.

羽陵简: indica per allusione antichi scritti su listelli. Il volume 53 del Taiping Yulan cita dal Racconto del re Mu, Figlio del Cielo, un episodio in cui a Yuling si esponevano al sole libri intaccati dagli insetti; 缀 può intendersi come riordinare e ricomporre. Qui si descrive lo studio e il riordino dei libri nel tempo libero; Yuling è il luogo menzionato nell’antica allusione.

园家: ortolano. 藜藿, pronunciato lí huò: giovani foglie di farinello, foglie di legumi e altre verdure umili commestibili, spesso evocate per descrivere un’alimentazione povera. 不满眼: quantità scarsa; persino queste verdure modeste si vedono a stento.

蟏蛸, si legge xiāo shāo:un piccolo ragno dal corpo sottile e dalle zampe lunghe, scritto nei testi antichi anche 蟰蛸 e 蠨蛸, comunemente chiamato 喜子. 蟋蟀, si legge xī shuài:il grillo, detto anche 促织, un insetto capace di emettere suoni; 褊浅:angusto e opprimente; questo distico esprime, attraverso ragnatele e versi d’insetti, un dolore intimo e un senso di costrizione.

刀机: coltello per tagliare il cibo e tagliere o tavolo da lavoro. Il focolare senza fumo e il muschio sugli utensili descrivono fame, freddo e abbandono, dopo lungo tempo senza accendere il fuoco; il fumo azzurrino non è incenso ornamentale.

箸, pronunciato zhù: bacchette. 鹔鹴, pronunciato sù shuāng: originariamente il nome di un uccello; qui abbrevia 鹔鹴裘, una pelliccia contro il freddo. Lo Xijing zaji racconta che Sima Xiangru ottenne vino a credito impegnando la propria pelliccia; nella poesia 解鹔鹴 significa togliersi la pelliccia, con omissione di 裘. 北堂: la sala settentrionale, qui il luogo dove si beve.

丹徒布衣者: indica Liu Muzhi. 布衣 designa la condizione di un comune cittadino privo di cariche. Qui 慷慨 sottolinea soprattutto il carattere e l’ambizione, non soltanto la generosità materiale. Da giovane Liu Muzhi si recò dalla famiglia della moglie per chiedere da mangiare e fu trattato con disprezzo; divenuto poi illustre, offrì ai cognati un hu di noci di areca su un vassoio d’oro. L’episodio è narrato nella Storia delle Dinastie Meridionali, «Biografia di Liu Muzhi».

金盘 e 槟榔: «vassoio d’oro» e «noci d’areca» si collegano all’uomo comune di Dantu del distico precedente e richiamano la vicenda di Liu Muzhi, disprezzato quando chiedeva da mangiare e poi divenuto eminente. 斛, pronunciato hú: antica unità di capacità, qui non convertita in un peso moderno fisso. 荐: presentare, offrire; qui servire noci d’areca agli ospiti. Le parole 何时, «quando», indicano che si immaginano occasioni favorevoli future.

拂衣去: scuotere la veste e andarsene, senza attaccamento a fama e cariche. 摇曳: muoversi liberamente, vagare con calma. 沧洲: isolotti e banchi lungo l’acqua, spesso associati in poesia all’aspirazione alla vita ritirata; non vanno identificati direttamente con un’odierna località amministrativa. Il finale presenta un desiderio da realizzare dopo il successo: la poesia non racconta che il poeta abbia già ottenuto una raccomandazione o lasciato la residenza.

Varianti testuali: le fonti registrano 秋坐 anche nella forma 愁坐, 乃 anche come 仍, 闻 anche come 泻, e presentano inoltre grafie quali 稷卨、咫尺涂、潨潨、鷫鸘. Questa pagina mantiene nelle note le varianti e le grafie correnti, mentre nel testo conserva 秋坐、稷契、乃、途、潈潈、闻、鹔鹴, come nella poesia originale qui riportata.

Presentazione dell'opera

Guida alla lettura: si tratta di due poesie consecutive in stile antico, con versi di cinque caratteri. La prima descrive inizialmente la pioggia autunnale in una residenza separata, passa al bere solitario e al ricordo di Guan Zhong e Yue Yi, poi ricorre a Feng Xuan che percuote la spada per esprimere il mancato riconoscimento del proprio valore. La seconda spinge vento e pioggia fino a rendere impraticabili le strade, freddo il focolare e scarso il cibo, intrecciando riferimenti a Han Xin, Liu Muzhi e altri prima della loro affermazione. Nella lettura si possono seguire insieme le immagini concrete della fame e del freddo e le oscillazioni delle aspirazioni: sebbene il finale immagini il ritiro dopo il successo, restano presenti la pioggia, la fame e il desiderio di trovare chi riconosca il proprio talento; nessun soccorritore compare improvvisamente a risolvere la situazione.

Analisi e apprezzamento

La prima poesia comincia con un giorno che non si rischiara: a mancare non è soltanto il sole, ma anche la luce e l’apertura su cui poggiano i gesti quotidiani. Foschia e pioggia si confondono, un’aria fredda e desolata investe il corpo; prima viene il disagio fisico, poi si destano inquietudine e amarezza. La coppa di vino non placa l’emozione, ma porta il pensiero al talento di Guan Zhong e Yue Yi e alla domanda su chi sappia riconoscerlo. Il finale si restringe a un’esigenza alimentare minima, l’assenza di pesce: richiamando la vicenda di Feng Xuan, parla insieme delle condizioni di vita e delle aspettative di dignità personale. Grandi aspirazioni e ristrettezze si affiancano così, illuminandosi a vicenda.

Nella seconda poesia, il modo di descrivere la pioggia trasmette un più forte senso di impedimento. L’immagine dei pozzi rovesciati amplifica la quantità d’acqua, le cime impervie accentuano l’occultamento della nebbia, e una strada vicinissima sembra improvvisamente separata da monti e fiumi. Correnti impetuose, onde fragorose, fango e sabbia ostacolano non solo la vista, ma anche l’udito e il movimento. L’idea che Ji e Xie dovrebbero armonizzare cielo e umanità, posta davanti a un tale disordine di yin e yang, introduce nel paesaggio una domanda critica sull’ordine reale, aprendo uno spazio in cui la crisi naturale e il disordine umano si riflettono reciprocamente.

A partire dal richiamo alla fame e alla lavandaia, il paesaggio torna alla misura concreta del poter mangiare e accendere il fuoco. Si possono ancora riordinare i libri, ma le verdure autunnali scarseggiano; le ragnatele si infittiscono e coltello e tagliere restano sempre più freddi e inutilizzati. Le allusioni agli antichi non sollevano l’autore al di sopra della vita quotidiana: mostrano precisamente che anche un uomo di talento può conoscere tanta miseria. Il gesto di scambiare la pelliccia con il vino sembra spensierato, ma dopo l’assenza del fumo della cucina rivela anche il prezzo di una consolazione cercata a fatica; non è soltanto una scena di bevute generose.

Alla fine, la vicenda di Liu Muzhi, passato da semplice uomo comune a una posizione illustre, risolleva la fiducia dopo l’umiliazione. «Quando» resta una domanda senza risposta, e il piatto d’oro e le noci d’areca appartengono ancora soltanto a un futuro immaginato. Il pensiero successivo di scuotere la veste e andarsene mostra la compresenza del desiderio di agire e del rifiuto di restare a lungo vincolato. La forza delle due poesie sta proprio in questo oscillare: non nascondono fame e freddo, né presentano la mancata fortuna come assenza d’ambizioni; sperano nel riconoscimento e conservano il desiderio di scegliere dove andare dopo il successo.

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