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Nella notte delle piogge delle prugne, aspettando un ospite al lume della lampada

Aspettando un ospite

Dinastia Song・Zhao Shixiu

Nella stagione in cui maturano le susine gialle, la pioggia cade su ogni casa,

青草池塘处处蛙。(Intorno agli stagni erbosi, ovunque gracidano le rane.)

Avevamo un appuntamento, ma non viene: è passata mezzanotte,

Batto distrattamente una pedina, facendo cadere il fiore carbonizzato dello stoppino.

Lascia fluire la poesia

Animazione dell'atmosfera poetica

L'animazione mantiene la versione originale cinese.

L’animazione è pronta.

Illustrazione con AI

Traduzione

Nella stagione piovosa in cui le susine ingialliscono e maturano, ogni casa è avvolta dalla pioggia incessante; attorno agli stagni coperti d'erba risuona senza tregua il gracidare delle rane.

Avevo concordato un incontro, ma è passata la mezzanotte e l’altro non è ancora arrivato. Senza pensarci batto lievemente le pedine; anche l’escrescenza formatasi sullo stoppino della lampada è caduta.

Note

约客: invitare un ospite a incontrarsi. Il titolo compare anche nella forma 《有约》, «Un appuntamento».

黄梅时节:l’inizio dell’estate nel Jiangnan, quando le prugne ingialliscono maturando e le piogge sono continue; non è l’autunno. 家家雨:ogni casa è avvolta dalla pioggia, espressione della sua vasta estensione.

青草池塘: lo stagno e le sue rive ricoperte d’erba verde. 处处蛙: il gracidare delle rane si sente ovunque; il verso nomina le rane per indicarne il canto.

有约: un incontro concordato in precedenza. 不来: la persona attesa non è ancora arrivata. 过夜半: è già passata mezzanotte, indicazione della lunga attesa.

闲敲棋子: picchiettare distrattamente e per noia le pedine, con un gesto che racchiude l’attesa; “闲”, «ozioso», non implica necessariamente l’assenza di pensieri.

灯花: incrostazione a forma di fiore che si forma sullo stoppino di una lampada a olio mentre brucia. 落灯花: l’incrostazione cade; questo piccolo mutamento esprime la notte avanzata e la lunga attesa, non indica fiori freschi accanto alla lampada.

Presentazione dell'opera

«约客», Aspettando un ospite, è una quartina in versi di sette caratteri del poeta dei Song meridionali Zhao Shixiu. Fissa un momento di attesa durante una notte della stagione delle piogge dei pruni nel Jiangnan. I primi due versi descrivono pioggia e gracidare di rane; solo gli ultimi due rivelano che l'ospite invitato non è arrivato, concentrando l'attenzione sul gesto di picchiettare piano le pedine alla luce della lampada. Pur nella brevità, stagione, suoni, persona e percezione del tempo dell'attesa si richiamano a vicenda.

Il testo qui presentato è una guida del sito, non una prefazione dell’autore. Si adotta la versione corrente di quattro versi; dalle scene della poesia non si deducono un anno preciso di composizione, una residenza o l’identità dell’ospite, né si considera storicamente accertato il motivo del suo mancato arrivo.

Analisi e apprezzamento

La poesia comincia da un ambiente più vasto del singolo individuo. “家家”, «ogni casa», fa riscontro a “处处”, «ovunque»: la pioggia continua avvolge le abitazioni, il canto delle rane si diffonde lungo gli stagni; occhi e orecchie sono colmi della vita dell’inizio dell’estate. Il suono della pioggia e quello delle rane non sono un semplice sfondo silenzioso: persistono, crescono e calano, ma non diventano mai il rumore alla porta che chi attende l’ospite desidera più di ogni altro.

Solo “有约不来”, «avevamo un appuntamento, ma non viene», riconduce al personaggio le immagini precedenti. A questo punto la notte piovosa non è più soltanto un paesaggio tranquillo; “过夜半”, «è passata mezzanotte», dà durata all’attesa. La poesia non spiega perché l’ospite non sia arrivato. Questa omissione lascia convivere aspettativa, congettura e malinconia, senza che il lettore debba inventare una causa certa.

L’ultimo verso non dichiara ansia o delusione, né fa alzare il personaggio a scrutare lontano, ma descrive soltanto “闲敲”, «picchiettare oziosamente». Il gioco richiede normalmente due persone sedute l’una di fronte all’altra; ora le pedine diventano invece oggetti con cui passare il tempo da soli. Questo piccolo gesto contiene sia l’abbandono di chi non ha nulla da fare sia l’inquietudine di una mente ancora legata all’appuntamento. La tensione tra “闲”, «ozio», e la lunga attesa impedisce al sentimento di ridursi a una lamentela esplicita.

«落灯花», far cadere il fiore carbonizzato dello stoppino, condensa il tempo in un piccolo mutamento visibile accanto alla lampada. Dalla pioggia che raggiunge tutte le case al gracidare nello stagno, poi alle pedine a portata di mano e allo stoppino, lo sguardo della poesia si avvicina gradualmente; anche i suoni passano dall'ambiente vasto a lievi rumori accanto a una persona. Il finale si arresta nell'istante in cui l'ospite non è ancora arrivato, lasciando l'attesa senza esito; quella stanza illuminata continua così a esistere oltre i quattro versi.

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