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Un volume tra le mani

Romanzo d'avventura sui trasporti fluviali in un'antichità immaginaria

Una riga bianca in più sulle vecchie linee d'acqua

Ku Wuji · Creazione con IA · 10977 caratteri · circa 11 minuti

I bozzelli della nave nuova erano finalmente puliti.

Ma Jie portò davanti allo zio He quella col foro dell'asse imbiancato, perché guardasse: era la superficie del legno lucidata, non una crepa; la lamella sottile non vi entrava, e lui per giunta aveva smontato l'asse a controllare. Lo zio He tese la mano a toccarla; il polpastrello corse mezzo giro lungo la parte bianca; solo allora la rese indietro, dicendo di portarla a bordo senza stiparla insieme ai rampini di ferro, col foro dell'asse rivolto all'interno.

Ma Jie se ne andò portandola; a metà strada si ricordò di qualcosa, si voltò e chiese se oggi andava anche col piccolo battello da carico. Lo zio He rispose che andava. Il marinaio allora rise e disse che il vecchio He non sta sulla barca nuova, e su quelle vecchie invece ogni giorno deve presentarsi. L'aveva detto così, per dire; ma lo zio He, a sentirlo, rimase sotto la gronda qualche momento in più, prima di trarre fuori quell'asta fine.

Di barche, Tao Si non ne aveva soltanto questa. La nuova l'aveva data in affitto all'esercito: un viaggio, con uomini e carico consegnati a Weishi, e poi si sarebbe visto l'incarico; le vecchie dovevano ancora nutrire della gente: sulla riva una fila di botti vuote che, asciugate, andavano riportate alla bottega della salsa, a monte. Oggi prendeva in prestito un piccolo battello da carico per provare A-Shuan: le botti erano leggere, giusto per fargli imparare prima il parlare degli arganisti e del timoniere, senza aspettare che tutto l'equipaggio fosse riunito per chiamarsi la prima volta.

Sulla barca non c'era cannone, né erano state disposte le tavole per i feriti distesi. Le botti vuote, due strati, col capo in giù, i fondi tondi sbiancati dal sole; A-Shuan, a un'occhiata, tese già la mano a sostenere la più esterna, nel timore che, presa la brezza fuori dell'imbocco, rotolasse. Xun Dacheng, che teneva il timone, lo guardò e chiese se legarle da questo lato o da quello; il giovane rispose di regolarsi prima sul peso di questa barca di oggi, non sui vuoti di quella di domani.

Il vecchio He sentì dalla riva. Prima si rasserenò, poi provò di nuovo una stretta. Quella frase l’aveva insegnata lui ad Ashuan. Voleva che il suo allievo se la ricordasse, ma ora che lo sentiva usarla davvero davanti agli altri, era come se qualcuno avesse portato a bordo, prima di lui, un pezzo della sua voce familiare.

Quando lo zio He scese a bordo, A-Shuan aveva già fissato le botti vuote. Il giovane gli cedette il posto accanto alla battagliola: maestro, stia da questo lato, che il vento non la coglie in piena faccia. Lo zio He rispose che non importava, e andò lo stesso al suo posto di dietro, quello dove soleva mettersi: di lì si vedeva bene il timone, e di lì passava anche il mezzo passo che Xun Dacheng doveva arretrare quando si voltava.

Xun diede un'occhiata, e non parlò.

La barca uscì dal porto; A-Shuan stava un poco più avanti, l'asta di sondaggio di traverso sul braccio, e disse prima di dare soltanto mezza vela. Oggi si andava a monte; il vento veniva obliquo, e si prendeva l'ansa accanto al porto esterno, senza entrare a Luokou. Le case ai due lati del molo di Linjiang arretrarono lentamente dietro; i colpi di mazza dell'imbarco, a udirli, erano ora vicini ora lontani; qualcuno sulla riva gridò forte di portare due botti, ma già troppo lontani, e Tao Si si limitò ad agitare la mano: se ne parlasse domani.

Che lo zio He salisse a bordo era stato pattuito: oggi, per cominciare, gli ordini li dava il giovane. Alla prima inclinata della prua verso l'ansa, lui non si tenne e disse «tenetevi più fuori». A-Shuan, giusto allora, chiamava a Xun «più fuori»; le due frasi si sovrapposero; Xun udì prima He, poi A-Shuan, chiese verso quale punto, fuori, e la mano gli si fermò un colpo sul timone.

«Davanti, al di fuori del sasso bianco.» disse A-Shuan.

Ma lo zio He indicava lo spazio fra il sasso bianco e la radice del salice, separati da un breve tratto d'acqua. Xun volse il capo a guardare: la prua era spinta dal vento, e non si poteva restare lì ad aspettare chi dei due avrebbe reso la propria frase più simile a quella dell'altro. Resse lui il timone, disse prima di ritirare un po' di vela; Qian Liu alzò la mano a raccoglierla, il piede della vela sferzò obliquo una fila di botti, e la più esterna, difatti, prese a oscillare.

A-Shuan tenne ferma la botte per primo, senza contendersela col maestro. Anche lo zio He tese la mano, ma incontrò il dorso di quella del giovane; tutti e due strinsero, la botte non cadde, e il bordo del cerchione gli schiacciò il palmo facendogli male. Lui mollò; Xun li aveva già richiamati a dividersi: non tutti e due da un lato, la barca era leggera, e lui doveva pur tenersi un punto d'appoggio.

Quel suo piede, difatti, cedette di nuovo e venne a fermarsi davanti allo zio He.

Lo zio He guardò in basso, avanzò di un passo, e sentì caldo alla spalla. Xun non lo guardò più; anche A-Shuan tornò al suo posto avanti. Qian Liu fermò il piede della vela, e intanto diceva che le botti vuote sono la vera immagine di un branco di bambini: non hanno niente dentro, e proprio non vogliono stare ritte; se Tao Si, dalla riva, l'avesse sentito, si sarebbe messo, chissà, a trattare ogni botte come un suo antenato.

Il corpo della barca rallentò. A-Shuan immerse l'asta al di fuori del sasso bianco: sotto c'era sabbia fine; la rialzò e sondò dal lato interno: la punta dell'asta prima affondava, e solo dopo un tratto faceva corpo fermo. Non gridò subito agli altri il fondo; disse soltanto a Xun di mantenere la rotta, e provò un'altra volta verso la radice del salice.

Zio He guardò la pertica. Voleva dirgli che oltre le radici del salice c’era spesso un costone duro e di tenersi un po’ di margine sotto i piedi. La pertica di A-Shuan l’aveva già toccato. Lui fece un mezzo giro col polso, la sollevò da sé e disse a Xun che il tratto duro era più al largo dell’ultima volta e che per il momento era meglio stare discosti dal salice. Parlava a voce piuttosto bassa, ma questa volta Xun lo sentì, rispose con un cenno di voce e spostò appena il timone.

La barca cedette il passo restando di fuori.

Un ramo di salice, a poppa a dritta, si chinò giù e spazzò le botti vuote; le foglie minute caddero entro le bocche; Qian Liu tese la mano a raccoglierle, ma A-Shuan gli disse di lasciarle, e di non sporgere mezzo corpo oltre. Non era una parola dello zio He: era il giovane che, da solo, aveva visto i piedi di Qian Liu. Lo zio He, in piedi dietro, stringeva l'asta fine; e quell'asta, oggi, non era ancora finita davvero nell'acqua.

All'imbocco dell'ansa si doveva voltare di nuovo verso monte; l'acqua contraria si divise sulla prua, e il suo suono si fece più teso. Xun chiese quanta vela si tenesse ancora; lo zio He, senza pensarci, rispose per primo «ancora un poco»; ma A-Shuan aveva già alzato la mano: fermarsi lì, prima rimettere dritta la prua. Xun gli diede un'occhiata, e non adottò subito la frase del maestro; aspettò che la prua fosse ben orientata, e solo allora aggiunse il poco di vela dietro.

La barca passò scivolando uniforme e nemmeno la foglia sul secchio vuoto si mosse più.

Lo zio He guardava avanti. Sapeva che con la sua frase la barca non sarebbe andata incontro a guai: bastava che Xun avesse i piedi pronti, e la barca sarebbe tornata lo stesso; ma che A-Shuan si fosse fermato prima non era vigliaccheria. Il vento soffiava da dietro; l'orlo della veste del giovane gli aderiva alla vita, e un piccolo lembo, rimasto mal raccolto, oscillava piano: come quelle fasi di troppo affanno che anche lui, negli anni passati, aveva avuto.

Arrivati al piccolo molo della bottega della salsa, A-Shuan non si affrettò a scendere. Mandò Qian Liu a provare i pali: il palo vecchio, in basso, s'era spaccato per un verso, e solo accostando dal lato più vicino all'acqua reggeva fermo; lui stesso, con l'asta, scostò i frammenti di bambù che galleggiavano all'imbocco; e solo quando la barca fu accostata e le botti vuote non rotolarono più, si voltò a pregare il maestro di porre prima lui il piede.

Lo zio He non scese per primo; disse loro di scaricare, e sedette in fondo a guardare. Le botti rotolarono a una a una sulla passerella; Qian Liu, per risparmiarsi, ne spinse due insieme; la seconda urtò la prima, il fracasso del legno arrivò fino alla casa sulla riva, e un uomo col grembiule uscì a imprecare. Il barcaiolo rise e si prese la colpa; tenne fra le braccia quella dietro, e da quel momento osò spingerne una sola per volta.

Il bottegaio della salsa fece portare un tè leggero; l'acqua calda era posata su un vecchio fondo di botte, le bocche delle tazze non erano pari, e A-Shuan scelse per lo zio He quella più spessa. Lui la prese e chiese che cosa avesse misurato poc'anzi alla radice del salice. Il giovane rispose che la vecchia nota dava più fondo di oggi: la sabbia s'era ammucchiata all'infuori; seguendo il vecchio cerchio non si passava, e una barca carica tanto meno poteva scantonare come questa delle botti vuote.

Lo zio He annuì, e attese che A-Shuan gli rivolgesse ancora una domanda.

Il giovane invece si voltò a parlare con Xun dell'ormeggio, e prese nota che la prossima volta, col carico pieno di salsa, non si poteva lasciare a quel vecchio palo da solo tutto il cavo: occorreva dare il secondo giro su un altro palo, più dentro la riva. Xun beveva il tè; ascoltato che ebbe, disse che così si doveva: l'ultima volta che era venuto, di notte, c'era già chi diceva che questo palo cigolava — ora, almeno, s'era spaccato in modo che tutti lo vedessero. Parlavano fitto, da vicino; lo zio He sentiva ogni parola, ma nemmeno una era detta per interrogare lui.

Nel pomeriggio, al ritorno verso Linjiang, Tao Si aspettava sul molo: guardò prima se le botti erano state consegnate tutte, e solo dopo chiese com'era andata la prova. Qian Liu saltò a terra e si affrettò a rifargli la scena dell'insulto alla bottega della salsa; Tao Si roteò gli occhi: uno ti dà dell'incosciente, e io devo perfino sorridergli in compenso — che c'è da godere?

Xun Dacheng disse che governare il timone non era difficile, ma gli ordini doveva darli una sola persona.

Non fece nomi, ma la mano con cui Ashuan ritirava la pertica si fermò un istante. Il vecchio He si sentì rispondere che al giovane sarebbero bastati altri due giri per prendere la mano. Nei passaggi stretti ci voleva comunque qualcuno accanto a sorvegliare, altrimenti a vedere una pietra bianca si finiva sempre per credere che il fondo fosse ancora quello dell’anno prima. Tao Si annuì e disse che tutti dovevano controllare di nuovo. Nessuno se la sentiva di affidargli la barca nuova per fare pratica.

A-Shuan si teneva l'asta fra le braccia, e non raccolse.

Lo zio He lo guardava: quell'asta calata poco prima fuori della radice del salice gli stava ancora chiara davanti. Era stato il giovane a scandagliare da sé, lui a far fermare Xun, ed era stato seguendo la sua frase che avevano superato l'ansa così saldamente. Ora, davanti a Tao Si, lo zio He disse soltanto che bisognava tenerlo d'occhio; non disse chi, stavolta, aveva visto per primo, e Tao Si davvero non pensò che al ragazzo che ancora non sta ritto in piedi.

«Quel punto che oggi ha riconosciuto non era sbagliato.» soggiunse lo zio He.

Uscita la frase, tutti e quattro si voltarono a guardarlo. Tao Si chiese ridendo se quella era una lode o la confessione che poco prima non aveva capito nulla; allo zio He si scaldò il viso, e disse che le due cose andavano dette insieme: la sabbia nuova fuori della radice del salice l'aveva scandagliata prima A-Shuan, e il tratto che lui aveva pensato di cedere non valeva, oggi, quello che il giovane aveva scelto. Xun serrò le labbra, e non aggiunse parola da parte.

A-Shuan chinò il capo e andò a sciogliere la fascia di stoffa premuta sull'asta; gli ci vollono due tentativi per aprirla. Disse che era ancora presto: l'indomani sarebbe andato a vedere il pescaggio della barca militare, e anche le tavole per i feriti andavano disposte prima. Tao Si acconsentì, gli disse soltanto di non mettergli per terra un'altra volta chiodi nuovi: quelli che già si avevano sotto i piedi bastavano a pungere.

Quando la gente si fu dispersa, lo zio He andò a sedere accanto al pilastro, con l'asta fine sulle ginocchia. Oggi non era servita: era ancora asciutta; ma, a tenerla stretta tanto, il palmo gli era rimasto, per contro, un filo umido. Trasse dal sacco di tela la carta e volle trascrivervi il tratto della radice del salice; appena spiegata, A-Shuan tornò indietro, col carbone in mano.

Il giovane non sedette nel punto che lui soleva indicargli; si accovacciò da sé dall'altra parte, disegnò su un foglio a parte ciò che aveva scandagliato quel giorno e lo spinse al maestro. Lo zio He l'osservò e gli disse di lasciare più lungo il tratto interrotto: il capo non misurato non si riportasse di là. A-Shuan fece come gli diceva; finito che ebbe, soffiò via da sé la polvere di carbone; e, ritirando il foglio, chiese se domani, su quel tratto, lo accompagnava ancora.

Lo zio He guardò quel foglio tanto più piccolo della vecchia carta; dopo un poco rispose che per la barca militare avrebbe prima chiesto a Xun, e che lui aveva ancora l'asta grossa da consegnare. Il giovane annuì, si alzò; e sul braccio, alla fine, non gli stava più quell'aria di chi aspetta che un altro faccia il conto per lui.

· Fine del capitolo ·

Questo libro è un'opera originale scritta con l'assistenza dell'AI, ampliando 《江汉》 di Du Fu e il racconto originale di questo sito «Il vecchio cavallo riconosce le secche nascoste». Personaggi, cronologia, tratti fluviali, tipologie di imbarcazioni e regolamenti militari sono interamente inventati; non è una riscrittura della poesia né una biografia del poeta.

Indice del libro · 36 capitoli
  1. Una mano che non vuole fermarsi
  2. Il canale che la barca del sale vide per prima
  3. La frase che mancava nella lettera
  4. La bandiera rossa è salita sull'albero
  5. Chi aspetta la barca
  6. Il cavallo si è mangiato una fila di verdure
  7. Una riga bianca in più sulle vecchie linee d'acqua
  8. Quello sgabello che non si può trattenere
  9. L'ultimo chiodo del fiume
  10. Casa al di là di uno strato d’acqua
  11. Il vecchio fango resta fuori dal baule
  12. Il giorno in più della deviazione
  13. Accanto al guanciale, nessun rumore d'acqua
  14. Il gilè rosso tutto fango
  15. Il nodo che nessuno volle sciogliere per primo
  16. Quattro strisce di panno
  17. La notte in cui quattro persone non riuscirono a passare
  18. Non prese quella carta
  19. 树上那一道旧伤
  20. 刀不再压在炮上
  21. 树根吃住一条缆
  22. 还须卸去的一半
  23. 舵前留给另一个人
  24. 鱼脊石边的曲
  25. 天明以前的一碗水
  26. 交不全的军器
  27. 泥下的铜声
  28. 岸下那一点旧泥
  29. 一个月不能领的饷
  30. 十处水深
  31. 门里已经放了东西
  32. 一匹不知道田界的马
  33. 水尺上的冷手
  34. 屋顶漏下来的光
  35. 一张没有填满的图
  36. 给老马留一条路

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