Vai al contenuto principale

Cerca su CooLWJ

选择搜索范围,输入关键词后按回车。

Lingua

Un volume tra le mani

Romanzo d'avventura sui trasporti fluviali in un'antichità immaginaria

Il nodo che nessuno volle sciogliere per primo

Ku Wuji · Creazione con IA · 10414 caratteri · circa 10 minuti

Per primo a esser spostato a destra fu un mastello dell'acqua, vuoto.

Qian Liu lo spinse di là; il mastello rotolò mezzo giro sulla tavola inclinata, e Shi Jing lo fermò col dorso del piede. Quello col braccio destro al collo non osò servirsi della mano ferita, e tenne fermo con la sinistra sola; chiese a che serviva portarne uno vuoto. Qian Liu disse che era per aprir da quella parte un passo di piede, e che i due dietro ancora in grado di camminare passassero dopo: non si prendesse il mastello per una persona, a imprecare contro chiunque si avvicini.

Shi Jing ritirò il piede, e i due feriti cambiarono adagio posto verso il bordo destro della tavola.

La nave parve raddrizzarsi un poco. Tian Jiu, che stringeva sempre la fettuccia della tenda, vedendo che la ciotola davanti non scivolava più da sé, allentò a metà la mano. A-Shuan stava nel mezzo a guardare quel piccolo mutamento, e disse a Cen che, se quelli che potevano muoversi si spostassero ancora un poco, forse non si sarebbe più inclinata così. Il capitano gli disse di provare; e la voce non era ancora caduta che Duan Qiusheng gridò di non toccare quello in fondo alla propria fila.

Quello era ferito alla vita: per levarlo in piedi bisogna sostenerlo da entrambi i lati, e tolto d'un colpo il rotolo morbido che lo puntellava di dietro, non sta seduto. A-Shuan andò a chiedere; il ferito teneva gli occhi aperti, rispose che poteva, ma la mano per prima strinse l'orlo della tavola; Tian Jiu volle aiutare, ma la tela da cambiargli al collo fu toccata, e si ritrasse anche lui. Quei pochi rimasero fermi; nessuno corse più a dire di poter sollevare per primo un uomo intero tra le braccia.

Lo zio He, dalla barca, udì e gridò che chi poteva spostarsi si spostasse piano piano, e chi non poteva restasse: un piano di legno un poco più alto degli altri non valeva che si sciogliesse di nuovo una gamba ferita legata con tanta fatica.

I due finalmente passarono; anche il punto basso del fianco si rialzò un poco, e scoprì mezzo capo della fune che prima stava a mollo.

A-Shuan guardò verso il maestro, e quel filo di luce negli occhi fu presto di nuovo nascosto. Il pelo dell'acqua sull'asta di bambù seguitava a scendere, e il punto dove il ventre della nave addenta la pietra non s'era allentato. Qian Liu, sgottando, alzò il capo e disse che nel mestello, da quella parte, non ne era mancato: che non si vedesse il ponte più pari d'un niente, e ci si credesse, da stanotte in poi, soltanto a strofinare pavimenti in casa.

Cen Guantai giunse al bordo e chiese se, puntellando da dietro con un legno di più perché la nave si sedesse ferma, si potesse aspettare l'alba.

Lo zio He accennò con l'asta. Il fango immediatamente dietro era molle: un'asta piena non ci trova fondo; a sinistra c'era pietra, ma basta per un sol punto; il dorso dello scoglio è obliquo, e quando quell'ultima spinta di galleggiamento sotto la poppa si sarà ritirata, il puntello sottile aggiunto lì per l'occasione dovrà sostenere l'intero corpo di legno. Cen, udito fin qui, guardò i legni corti sulla nave: nessuno poteva più scambiare quei pochi tratti di legname puntellati allo squarcio per un muro spesso cresciuto all'improvviso sulla riva.

Spostò la mano dal parapetto.

Un ferito con il bianco avvolto all'orecchio si puntellò su, e disse che tanto valeva scendere lui, a spingere stando nell'acqua. Quelli che possono muoversi sono molti; se tutti si adoperassero da un lato, forse la nave si farebbe leggera. Aveva finito di dire, e due accanto a lui vollero levarsi; Duan Qiusheng per istinto tese la mano a trattenerli una volta, poi, udito il rumore dell'acqua, la ritirò pian piano: come se nemmeno lui volesse recidere subito, per tutti, quel poco di pensiero.

«E giù, dove si sta in piedi?» chiese lo zio He.

L'uomo con l'orecchio fasciato indicò il fango giallo. Di notte quella distesa sembrava davvero terreno piano; sotto la luna brillava persino più ferma dell'acqua. Il vecchio He prese la lunga pertica e disse ad A Shuan di abbassare la lampada verso sinistra, senza illuminargli il viso. La punta di bambù entrò nel fango e affondò lentamente per un piede, senza ancora fermarsi. Quando lui tirò su, il fango trattenne la pertica e la prua deviò sotto lo strappo; A Shuan allentò subito la corta cima d'ormeggio, per evitare che tirassero entrambe le parti insieme.

L'asta fu estratta, e il fango nero le cadde dall'estremità in un grumo.

Quello guardava, le labbra un poco aperte. Lo zio He adagiò il bambù attraverso la barca, non gli disse di provare ancora un piede; chiese soltanto: se la gamba è avvolta da quello strato, e sotto la pianta non c'è niente di duro, da dove verranno, quelli dietro, a svellerti? Il ferito si rimise a sedere adagio; il bianco all'orecchio era ormai bagnato, e lui, che non sapeva che cosa avesse stretto, aveva mezza palma nera.

Duan Qiusheng, visto che si era seduto fermo, disse allora agli altri di non togliersi tutti le scarpe: perse qui le scarpe, domattina, anche se si potrà scendere, non si può presentarsi al campo a piedi nudi per tutta la strada. Qualcuno spazientì che in un momento simile badava ancora alle scarpe; lui rispose che la sua, per ora, non se la poteva infilare, e gli tornava comodo badare che quelle degli altri non si perdessero prima. Quel filo di lamento fece il giro della tavola; la voce si abbassò, ma non si spense del tutto.

Lo zio He disse ad A-Shuan di calare ancora un tratto di panno asciutto.

L'apprendista lo portò, e stava anche ora, sull'alto bordo, soltanto a porgerlo giù, la spalla spinta più su del capo. Il vecchio gli disse di ritirare prima il braccio e d'accostare un poco meglio la piccola barca: si scendesse dal punto dov'era legata la corda sicura, il piede cadeva nel mezzo; non si poteva, messo un piede sull'orlo della barca, darsi per arrivato. A-Shuan fece come gli era detto: la prima volta il ginocchio urtò la costola dura dentro la barca, e trasse un respiro; la seconda soltanto s'inginocchiò fermo.

La piccola barca, al peso di due uomini fatti, s'abbassò un poco, e anche la luce del lume si fece più vicina all'acqua.

Il vecchio He gli disse di abbassarsi e di tenersi prima con le mani alla traversa centrale, senza affrettarsi a prendere la pertica per lui. Il giovane annuì e vi posò entrambe le mani. Aveva fango sotto le unghie e una zona arrossata al polso, sfregata trasportando assi durante il giorno. Anche il gomito destro si era gonfiato un poco, colpito poco prima dall’estremità del bambù; non aveva ancora avuto tempo di cambiarsi.

«Com'è che sei arrivato su quella pietra?» chiese lo zio He.

A-Shuan aprì la bocca e disse prima che Cen voleva arrivare presto, e che la vecchia rotta giusta costava un giorno di più. Il vecchio non guardò in alto; seguitò a fissarlo, aspettando. Al giovane il pomo della gola si mosse una volta; a bassa voce disse che anche lui aveva risposto: si guarda entrati nella bocca; entrato prima lungo la mediana vecchia, pensava di cambiare più avanti sul canale di destra; quando riconobbe la pietra nera, il ventre era già sopra, e nel tornare in fretta all'assetto s'era incastrato.

Questa volta il maestro non disse che gliel'aveva detto prima.

A-Shuan, al contrario, si sentì d'un tratto peggio. Pensò che, se prima avesse buscato una sgridata, avrebbe potuto rispondere un sì, e riascoltare da capo tutti quegli avvertimenti che una volta gli parevano noiosi; ora il vecchio non fece che spingere fino al suo ginocchio l'asta di bambù che teneva, e dirgli di reggerla: il freddo del bambù e il fango fresco gli caddero tutti nel palmo, come se dovesse da sé riguardare, un'altra volta, ogni punto dove l'errore s'era toccato.

Dall’alto Cen chiese perché, se il vecchio passaggio al centro ormai era impraticabile e a destra c’era un canale, non tirassero la barca da quella parte.

Lo zio He gl'indicò la spalla obliqua su cui premeva il ventre della nave, e chiese quanto peso l'intera nave avesse perduto, al momento. Cen s'arrestò un istante e rispose: niente, poco fa s'erano soltanto spostati degli uomini. Il vecchio annuì: spostare la gente perché il ponte sia un poco più pari è cosa buona; ma il ventre di legno è ancora su questo strato, e per quanto profondo sia il canale di destra, bisogna prima uscire camminando dalla pietra.

«Se si spostassero prima le casse?» chiese Xun.

A-Shuan si volse di scatto verso di lui. Delle sedici, alcune non erano ammonticchiate al massimo; si prendano prima quelle che si possono prendere: spostandone un poco, forse non occorre toccare il cannone, e Cen non starà più lì, una volta dopo l'altra, con la mano sulla sciabola. Qian Liu aveva già stesa la mano verso la cassa più esterna, per provare in quanti si poteva sollevarla; ma il capitano gridò prima di aspettare: quale cassa spostare, e dove, chiarito questo, si sarebbero slegate le corde.

Xun disse che non era il caso di rompere i sigilli: prima si riconoscevano i pesi.

Cen giunse accanto alle casse, toccò sulla grossa fune il proprio segno di corda, poi guardò il cannone. Con l'affusto, milleduecento libbre; otto casse, forse altre ottocento. Gli occhi dello zio He andavano dall'uno all'altro; la parola non gli era ancora uscita, che il capitano, come se l'avesse udita, alzò già la mano: nessuno toccasse quei cunei dell'affusto.

Qian Liu ritirò la mano; qualcuno, a mezza voce, bestemmiò: tenerlo a far da patriarca.

Solo allora la sciabola di Cen uscì dal fodero.

La lama non si levò su nessuno: stava di traverso lungo il fianco esterno dell'affusto, il taglio verso il basso; eppure la gente sul ponte, tutt'insieme, quietò un poco. Lo zio He levò il capo, guardò prima la sciabola, poi il viso di Cen. Quel viso era più bianco del sei, all'ispezione del carico del cannone; eppure il collo della vecchia corazza era tutto bagnato, e la mano stringeva l'elsa da non lasciarla, come se, a mollare la presa, la colpa potesse afferrarla essa stessa, al posto suo.

«L'anno scorso andarono perse dieci frecce: vidi con i miei occhi che cosa toccò a quell'uomo.» disse Cen.

Disse che quell'uomo non era una recluta: aveva scortato armamentario per tre volte; controllati i registri vecchi, la parte mancante era quella passata nelle sue mani, e nessuna spiegazione, dopo, riuscì a reintegrarla. Dopo il bastone restò tre mesi bocconi; a levarsi, per camminare, doveva ancora appoggiarsi ai muri; e quando s'accorgeva che gli altri lo guardavano, si metteva lui a ridere per primo, e diceva che ormai, in fondo, poteva far la guardia alla porta di casa, e non gli occorreva più andare su nessuna barca.

Cen, giunto al far la guardia alla porta, s'interruppe di colpo.

Tra i feriti, uno stava per ribattere una frase; ma vedendolo volgere lo sguardo al posto, nella cassa di prua, dove riposava il dispaccio, la parola che aveva sulle labbra si cambiò in un'imprecazione a bassa voce, non si sa contro chi. Xun stava dall'altro lato del cannone, la mano lontana dai cunei, e disse soltanto che per ora non s'era ancora slegato niente: il capitano poteva guardare le funi, guardare l'affusto, ma prima ritirasse un poco la sciabola; se nel voltarsi non bada, questo braccio suo dovrà andare da quella donna delle medicine a farselo legare.

Cen spostò il coltello verso l’interno, senza però rinfoderarlo.

A-Shuan, inginocchiato davanti alla piccola barca, sfilò una mano dall'asta e disse in alto che, se di qui non si passa, nessuno può presentare rapporto per quel cannone. A metà della frase si ricordò com'era stata, poco prima, la via che lui stesso aveva riconosciuto; la voce gli si abbassò d'un tratto, e alla fine disse soltanto che il maestro, in un modo o nell'altro, un'altra strada l'avrebbe pure; che il capitano la smettesse di stare così.

Lo zio He riprese l'asta dal suo ginocchio.

Il fianco della piccola barca strusciò un piccolo tratto di legno della nave grande, con un suono lievissimo. Il vecchio stese la mano a premere, perché quel suono non s'aggiungesse ancora agli orecchi di tutti, e guardò da sé l'asta d'acqua sulla pietra della riva. Dell'anello di panno più alto si vedeva già metà del nodo; la luna, sul panno bagnato, risplendeva minuta; l'onda veniva, il lustro s'allontanava un istante; l'onda passava, e dallo stesso punto tornava fuori.

La palma, a lungo serrata sul bambù, sentiva il vecchio dolore andare a ondate verso la radice delle dita; egli fermò prima il bambù sulla costola della barca, e stropicciò adagio per riscaldarla la mano che s'era liberata; soltanto poi volse di nuovo il viso, a guardare, nel mezzo del ponte, quel cannone di bronzo ancora coperto per metà d'un vecchio pezzo di vela.

· Fine del capitolo ·

Questo libro è un'opera originale scritta con l'assistenza dell'AI, ampliando 《江汉》 di Du Fu e il racconto originale di questo sito «Il vecchio cavallo riconosce le secche nascoste». Personaggi, cronologia, tratti fluviali, tipologie di imbarcazioni e regolamenti militari sono interamente inventati; non è una riscrittura della poesia né una biografia del poeta.

Indice del libro · 36 capitoli
  1. Una mano che non vuole fermarsi
  2. Il canale che la barca del sale vide per prima
  3. La frase che mancava nella lettera
  4. La bandiera rossa è salita sull'albero
  5. Chi aspetta la barca
  6. Il cavallo si è mangiato una fila di verdure
  7. Una riga bianca in più sulle vecchie linee d'acqua
  8. Quello sgabello che non si può trattenere
  9. L'ultimo chiodo del fiume
  10. Casa al di là di uno strato d’acqua
  11. Il vecchio fango resta fuori dal baule
  12. Il giorno in più della deviazione
  13. Accanto al guanciale, nessun rumore d'acqua
  14. Il gilè rosso tutto fango
  15. Il nodo che nessuno volle sciogliere per primo
  16. Quattro strisce di panno
  17. La notte in cui quattro persone non riuscirono a passare
  18. Non prese quella carta
  19. Quella vecchia ferita sull’albero
  20. La lama non grava più sul cannone
  21. Le radici mordono una fune
  22. La metà che resta da scaricare
  23. Davanti al timone, il posto per un altro
  24. Il canto accanto alla spina di pesce
  25. Una ciotola d'acqua prima dell'alba
  26. Le armi che non si consegnano intere
  27. La voce del bronzo sotto il fango
  28. Quel punto di vecchio fango sotto la riva
  29. Un mese di paga che non si può riscuotere
  30. Dieci profondità
  31. Dentro la porta erano già entrate delle cose
  32. Un cavallo che non conosce i confini dei campi
  33. Mani fredde sull'asta di misura
  34. La luce che filtrava dal tetto
  35. Una mappa lasciata incompleta
  36. Lasciare una strada al vecchio cavallo

Commenti

Caricamento dei commenti…

← Torna alla libreria, leggi la prossima storia

Scegli il tema

Il tema si applica a tutto il sito.