IA e strumenti
Dopo aver provato la ricerca AI di Kimi Esplorazione, Perplexity può solo fare da sfondo
L'IA sa rispondere alle domande, ma può davvero “pensare”? Chi usa spesso prodotti di ricerca basati sull'IA si accorge che davanti a problemi complessi questi prodotti spesso “perdono colpi”: sanno imitare lo stile di Shakespeare e risolvere problemi matematici, eppure possono ritrovarsi senza risorse di fronte alle difficoltà della vita quotidiana. È come un topo di biblioteca erudito ma incapace di adattarsi, ricco di conoscenze ma privo di flessibilità di pensiero. È evidente che trasformare la ricerca con IA in un semplice “motore di ricerca parlante” è tutt'altro che sufficiente. Come possiamo dunque fare in modo che un modello linguistico di grandi dimensioni, con un quoziente intellettivo più alto, maggiori capacità di ragionamento e in grado di riflettere a fondo, risolva i problemi reali degli utenti comuni, anziché limitarsi agli esercizi delle olimpiadi scientifiche?